Autore:
Emanuele Colombo

LASCIA O RADDOPPIA “Se vanno avanti di questo passo, non arriveranno al 2019”, aveva detto Bob Lutz, ex vice-presidente di General Motors: colpa delle uscite di cassa e della produzione della Tesla Model 3, che non riesce a raggiungere i volumi previsti così da finanziare con le vendite le attività correnti. Ed ecco che, per risolvere il problema, la casa americana ha fermato le catene di montaggio dal 20 al 24 febbraio scorsi, nel tentativo di eliminare i colli di bottiglia e riportarsi in linea con il piano industriale.

PROBLEMA DI SALDATURE? Per Tesla Model 3 Elon Musk avrebbe già in tasca oltre mezzo milione di ordini, che non riesce a evadere nei tempi previsti per problemi che – come da lui stesso suggerito – potrebbero riguardare il reparto saldatura. Se infatti le altre Tesla sono largamente costruite in alluminio, la Model 3 è fatta in gran parte in acciaio e le metodologie di lavorazione su larga scala, interpretando le parole di Musk, sarebbero ancora da ottimizzare.

IL PIANO INDUSTRIALE Da luglio a settembre 2017, Tesla era riuscita a ultimare appena 260 esemplari della Model 3, ma il piano industriale prevedrebbe di raggiungere le 2.500 unità a settimana entro fine marzo; 5.000 auto a settimana entro giugno per poi raggiungere quota 10.000 Model 3 a settimana a regime. Il rispetto degli obiettivi sarebbe essenziale per la sopravvivenza dell'azienda, secondo i conti fatti da Bloomberg Intelligence. Speriamo che, con gli ultimi interventi, ora gli impianti possano lavorare a pieno regime.


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