Autore:
Emanuele Colombo

LA PREVISIONE “Se vanno avanti di questo passo, non arriveranno al 2019”: la clamorosa gufata viene da Bob Lutz, ex vice-presidente di General Motors, che nei confronti di Tesla è sempre stato molto critico. Questa volta, però, le parole del grande vecchio dell'auto made in USA stanno trovando sponda nella stampa americana, che a sua volta comincia a esprimere gravi perplessità nei confronti delle strategie di Elon Musk e della sua fabbrica di auto elettriche.

EVENTODI SUCCESSO Da un lato la presentazione della scorsa settimana è per tutti un grande successo. Musk ha presentato il camion elettrico Tesla Semi e, a sopresa, anche la sportiva Tesla Roadster 2, che con le sue prestazioni dichiarate fa impallidire le supercar: “Poche compagnie possono sfidare la Freightliner e la Ferrari in una sola notte”, scrive l'autorevole Automotive News.

L'ACCUSA Dall'altro lato, questo colpo di teatro è stato visto come il tentativo di sviare l'attenzione del pubblico dalle attuali difficoltà dell'azienda. La produzione della Tesla Model 3, il modello progettato per il mercato di massa, è molto lontana dai ritmi previsti; nel terzo trimestre Tesla avrebbe avuto uscite di cassa per 1,4 miliardi di dollari e accuserebbe 671 milioni di dollari di perdita netta.

SEGNALI POSITIVI Certo, Tesla continua a essere fonte di ispirazione per il mondo dell'ingegneria e del design, stabilendo nuovi standard per l'industria dell'auto e molta gente sogna di comprare i suoi modelli. Il giorno dopo la presentazione, l'importante compagnia di trasporti J.B. Hunt Transport Services ha detto di aver riservato “diverse motrici Tesla Semi” e il colosso della grande distribuzione Wal-Mart dice che metterà alla prova i nuovi camion elettrici. Tutte buone notizie per la quotazione in borsa.

MOBILITÀ INSOSTENIBILE Tuttavia, finora Tesla Motors non è stata in grado di fabbricare e vendere i suoi prodotti secondo un business plan sostenibile, ha detto l'editore di Kelley Blue Book Karl Brauer, che ha aggiunto: “Ciò rende difficile guardare a questi veicoli come più di ipotetici concept”. Musk, d'altra parte, dice che la produzione della Roadster comincerà nel 2020, ma non risponde a domande chiave come se avrà componenti in comune con altre auto del marchio; quali sono i volumi attesi e dove verrà prodotta.

PRONTI A COPIARLO L'analista Akshay Anand di KBB è lapidario: “Il compito principale di Tesla è la Model 3. Se lo porta a termine come si deve, potrebbe aprire le porte a un radioso futuro per il marchio”. “Ma non c'è nulla di Tesla che non possa essere replicato facilmente dalle altre compagnie automobilistiche”, ha aggiunto Bob Lutz in un'itervista alla CNBC: “Usano le stesse batterie agli ioni di litio che usano anche tutti gli altri” e, sempre secondo Lutz, GM potrebbe anzi avere un vantaggio perché le sue batterie sembrano costare meno e offrire maggiore autonomia. Chi avrà la meglio nell'America a carbone di Trump: i conti del vecchio Lutz o le auto da sogno di Musk?

AGGIORNAMENTO AL 22/11/2017 Secondo le stime di Bloomberg Tesla, che non è mai stata in attivo, avrebbe letteralmente bruciato i soldi degli investitori al ritmo di 8.000 dollari al minuto: quasi mezzo milione ogni ora. Nonostante sia oggi valutata 53 miliardi di dollari, ossia 5milioni più della Ford, si stima che le casse dell'azienda di Elon Musk potrebbero essere vuote ora di lunedì 6 agosto 2018. Alle 2:17 del mattino secondo il fuso di New York, per essere precisi.

A CACCIA DI FONDI A ciò si aggiungerebbero gli investimenti per produrre la Tesla Model 3: "Hanno bisogno di soldi, e alla svelta", dice Kevin Tynan di Bloomberg Intelligence, che stima in 2 miliardi il capitale che Tesla dovrebbe riuscire a racimolare entro la metà del 2018. In una lettera agli azionisti datata 1 novembre, tuttavia, Tesla dichiara di avere i fondi necessari per produrre 5.000 Model 3 entro la fine di marzo e dopo quella data l'azienda si aspetta di "generare significativi flussi di cassa tramite la gestione operativa". La partita è ancora tutta da giocare.


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