Autore:
Lorenzo Centenari

PECORA NERA Perché semplificare le cose, quando è possibile complicarle? Quella di anticipare i tempi e introdurre sul mercato tecnologie all'avanguardia (guida autonoma, geolocalizzazione, etc.), non è certo una colpa, anzi. Purtroppo, se il circostante ecosistema tecnologico non è al passo con le vostre soluzioni, il rischio di incomprensioni reciproche schizza alle stelle. In caso di incidente, il computer di bordo dei modelli Tesla registra ogni dettaglio istante per istante. Ma in un linguaggio decodificabile esclusivamente dalla stessa compagnia. La scatola nera Tesla non è una scatola nera come tutte le altre. E per gli investigatori, è notte fonda. 

CODICE ENIGMA A sollevare il tema, l'episodio della Tesla Model X che le scorse settimane è stata al centro di un incidente mortale su una strada a scorrimento della California (ne abbiamo parlato qui). Per risalire alle cause precise dello schianto, gli agenti del NTSB (National Transportation Safety Board) avrebbero a propria disposizione una mole di dati più che sufficiente a ricostruire al dinamica. Se solo fossero in grado di decrittografarle in proprio. Il format proprietario di Tesla sarebbe infatti degno del programma Enigma di nazionalsocalista memoria: la collaborazione attiva degli ingegneri di Palo Alto si rende pertanto indispensabile.

QUELLE PAROLE DI TROPPO L'agenzia incaricata di investigare sull'incidente sta beneficiando, a quanto pare, della piena disponibilità di Tesla a esaminare l'episodio fin nei minimi particolari. Alla NTSB, un po' meno è piaciuta semmai l'iniziativa della Casa di pubblicare informazioni relative alle indagini, dribblando con disinvoltura il benestare delle autorità: prassi che la legge Usa vieta senza mezzi termini. Rapido l'intervento via Twitter di Mister Musk: "Tesla ha diffuso in rete dati che possano contribuire a migliorare la sicurezza degli utenti. E così farà anche in futuro". Si può immaginare come il cinguettio di Musk sia stato interpretato dagli investigatori: nulla che contribuisca a sciogliere la tensione.

DARK BLACK BOX Il capitolo degli incidenti gravi con veicoli a guida autonoma o semi-autonoma, e dei quali le autorità stentano a formulare dossier esaustivi come quelli di sinistri più convenzionali, non è in realtà una novità assoluta. Né è destinato a sgarbugliarsi in tempi brevi. Con la stessa identica grana sono alle prese anche gli agenti impegnati a fare luce sull'incidente mortale con robotaxi Uber. Tra le complesse black box in dotazione alle auto senza conducente e gli strumenti a disposizione degli investigatori, esiste ancora forte discrepanza. Fattore che ostacola le diagnosi, specie se il costruttore stesso vuole metterci il becco, spesso disorientanto il pubblico. D'altra parte, lo fa perché gli viene espressamente chiesto. Tutti spunti di riflessione.


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