Sicurezza

L'UE valuta il limitatore di velocità satellitare? Sì, dal 2030 il motore potrebbe rallentare da solo


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1 ora fa - È solo un'ipotesi. Ma non mancano i rischi.

La Commissione europea valuta un sistema satellitare che riduca la potenza del motore in caso di eccesso di velocità.

Perché, visto che la tecnologia lo consente, non bloccare automaticamente la velocità di un’automobile che supera i limiti previsti per quel tratto stradale? Non è un’ipotesi fantascientifica, ma una possibilità che l’Unione europea sta effettivamente valutando. Al momento non c’è una vera e propria proposta di legge formale, né una data, ma un’ipotesi su cui si sta iniziando a ragionare. Quanto basta per capire meglio di cosa si tratta e sollevare dubbi sull’opportunità di una misura di questo tipo.

Di cosa stiamo parlando

Dal 2024, ogni auto nuova venduta nell'Unione Europea deve montare l'Intelligent Speed Assistance (ISA), il sistema che segnala al conducente il superamento del limite tramite avvisi visivi, sonori o tattili. Ora la Commissione europea starebbe valutando un ulteriore evoluzione di quella tecnologia. Ovvero un dispositivo satellitare capace non solo di avvisare, ma di ridurre autonomamente la potenza del motore quando l'auto supera il limite consentito.

Il sistema, secondo quanto descritto, combinerebbe posizionamento satellitare, segnale 5G per migliorare la geolocalizzazione e telecamere per il riconoscimento della segnaletica stradale. Incrociando questi dati con mappe digitali dei limiti di velocità sarebbe possibile, quando il veicolo supera il limite rilevato, che il dispositivo intervenisse per ridurre la potenza del motore fino alla soglia consentita, con la possibilità per il conducente di disattivare temporaneamente il blocco solo in situazioni di emergenza e per brevi intervalli (come per esempio durante una manovra di sorpasso).

Va ricordato che una funzione simile era già stata ipotizzata quando fu concepito l'attuale ISA. La versione originaria del regolamento del 2019 prevedeva infatti anche un intervento diretto sulla velocità, poi ridimensionato a semplice segnalazione dopo le pressioni dei costruttori.

I dubbi sull'affidabilità (e non solo)

Il nodo principale resta l'accuratezza. Secondo alcuni dati, gli attuali sistemi ISA riconoscono correttamente il limite di velocità nel 91,3% dei casi (se misurati sulla distanza percorsa), ma la percentuale scende al 74,3% se si considerano i singoli cambi dei limiti lungo il percorso. Un margine di errore che oggi si traduce solo in un avviso di troppo, ma che diventerebbe più delicato se il sistema arrivasse davvero a intervenire sulla potenza del motore in autonomia.

Se il progetto dovesse davvero prendere forma, si tratterebbe dell'estensione più significativa mai vista sul fronte del controllo elettronico della velocità in Europa, dopo l'introduzione del già discusso limitatore obbligatorio del 2022. Ma prima ancora che questo accada bisognerà ragionare sulla pericolosità di una misura di questo tipo.

La sicurezza stradale è indubbiamente un obiettivo da perseguire, ma non tutti gli strumenti sono leciti. Senza voler percorrere ipotesi distopiche (comunque da non escludere del tutto), quali garanzie avrebbero gli automobilisti sulla loro libertà nel controllo del proprio mezzo? Una questione che, posta in termini di riduzione di incidenti e morti sulle strade, farebbe propendere l’opinione pubblica verso questo tipo di misura ma che, se valutata in termini di rispetto dei diritti individuali delle persone, rischia di creare un precedente non poco criticabile.

FONTI: Daily MailThatcham Research

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Pubblicato da Daniele Di Geronimo, 09/07/2026
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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