C'è chi lo considera il progresso, lo start-stop, e chi una scocciatura esistenziale. Chi giura di aver risparmiato litri di carburante, chi invece sostiene che gli abbia ammazzato la batteria dopo sei mesi.
Quella cosina che spegne il motore al semaforo e lo riaccende quando togli il piede dal freno è forse l'unica tecnologia automobilistica capace di scatenare dibattiti più accesi di quelli su Diesel contro benzina. E adesso, dall'altra parte dell'Atlantico, qualcuno ha deciso di dargli il colpo di grazia.
L'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente americana (EPA) è stata di parola e, dopo la dichiarazione di intenti della scorsa estate, ora annuncia l'abolizione degli incentivi che spingevano le Case a montare questi dispositivi sulle auto. Traduzione: niente più crediti federali per chi installa lo start-stop.
E siccome i Costruttori non fanno mai nulla per pura bontà d'animo, è molto probabile che da qui in avanti questa tecnologia sparirà dai listini statunitensi. O quantomeno, verrà offerta con l'interruttore disattivato di default. Che è un po' come dire: ''Ce l'hai, ma facciamo finta di no''.
As part of today’s repeal of the 2009 Obama EPA Endangerment Finding, the Trump EPA is also ENDING all off-cycle credits, including…🥁🥁🥁...the almost universally HATED start-stop feature in vehicles.
— Lee Zeldin (@epaleezeldin) February 12, 2026
Fixed it!! Promise Made. Promise Kept. https://t.co/OIJwlsmiq0
''Obama Switch''
L'annuncio è arrivato direttamente dalla Casa Bianca, con tanto di presidente Trump e l'amministratore dell'EPA Lee Zeldin in versione paladini dell'automobilista infastidito.
Zeldin non ci è andato leggero: ha ribattezzato lo start-stop ''l'interruttore di Obama'', definendolo quella cosa che fa morire l'auto ''a ogni semaforo rosso e stop'' per regalare alle Case automobilistiche un ''trofeo di partecipazione climatica''. Insomma, retorica a mille, come sempre da quelle parti.
La mossa si inserisce in un più ampio smantellamento delle normative ambientali dell'era Obama-Biden. L'EPA ha infatti revocato l'Endangerment Finding del 2009, quel documento che per la prima volta certificava la pericolosità dei gas serra e che ha dato il via a tutte le successive regolamentazioni sulle emissioni.
Un provvedimento che l'amministrazione Trump definisce ''la più grande azione di deregolamentazione della storia americana''. Roba da 1.300 miliardi di dollari risparmiati, secondo loro. Altri direbbero: l'ennesima mazzata alla transizione green.
President Trump has ENDED the “Green New Scam”. Today’s repeal of the 2009 Obama EPA Endangerment Finding eliminates what has been referred to by some as the “Holy Grail” that empowered the nation’s most extensive regulatory overreach. pic.twitter.com/hoOKuA3n7H
— Lee Zeldin (@epaleezeldin) February 12, 2026
Ma funziona davvero?
Ora, al netto delle polemiche ideologiche – che negli States sono sempre parecchio accese – vale la pena chiedersi: lo start-stop è davvero inutile? La risposta breve è: no.
Studi indipendenti dimostrano che il sistema può ridurre i consumi fino al 10% in città, con una media che oscilla tra il 5 e il 7%. In soldoni: centinaia di euro l'anno in meno di carburante per chi vive in contesti urbani. Non male, no?
E le batterie che si scaricano? Le centraline che impazziscono? I motorini d'avviamento che si suicidano dopo tre mesi? Tutte leggende metropolitane, o quasi. Le auto moderne sono progettate per gestire decine di migliaia di cicli di accensione/spegnimento senza battere ciglio. Batterie rinforzate, motorini appositi, software dedicato. Funziona. Punto.
Certo, c'è il fastidio. Quel micro-ritardo quando riparti, quella sensazione che l'auto si sia addormentata proprio mentre il tizio dietro già suona. Soprattutto, ogni volta che riaccendi il motore, se lo vuoi escludere, nella maggior parte dei casi devi disattivare manualmente la funzione. Ogni. Santa. Volta.
Ed è questo, più di ogni altra cosa, che ha trasformato lo start-stop nel nemico pubblico numero uno degli automobilisti (non solo) americani.
E in Italia?
Da noi, per ora, niente rivoluzioni in vista. L'Unione Europea non ha alcuna intenzione di fare marcia indietro sullo start-stop, che quindi resterà probabilmente una presenza fissa sulle nostre auto, ancora per un bel po'.
Con buona pace di chi ogni mattina, nel traffico romano o milanese, continua a schiacciare quel tasto per disattivarlo. Prima di riaccendere il motore e ricominciare tutto da capo.



