Stella Li (BYD) a Davos: "Su EV, Occidente cambia troppe regole"
Auto elettrica

La lentezza occidentale sull'elettrico, spiegata facile (da BYD)


Avatar di Lorenzo Centenari, il 21/01/26

23 ore fa - A Davos, la vice presidente Stella Li mette in guardia i Governi

Al Forum di Davos, la vice presidente Stella Li mette in guardia i Governi: "Politiche incerte frenano gli investimenti"

Tutti ad ascoltare con tremarella alle gambe Donald Trump, ma il World Economic Forum è il palcoscenico anche di altre verità scomode, per i Paesi occidentali. 

Ad esempio, la verità che l’incertezza politica, alla transizione elettrica globale, sta creando un fossario.

A lanciare l’allarme è Stella Li, vicepresidente esecutiva di BYD, che durante un panel a Davos punta il dito contro i Governi che “cambiano continuamente le regole” sui veicoli elettrici, rallentando l’intero settore.

“Quando i Paesi vanno avanti e indietro sulle politiche per l’elettrico, confondono i produttori”, dichiara Li, sottolineando come solo una “linea molto chiara” permetta ai Costruttori di pianificare investimenti, cicli produttivi e catene di approvvigionamento con la necessaria fiducia.

Un monito che risuona come un’accusa soprattutto verso Stati Uniti ed Europa, dove i ripensamenti normativi – dall’arretramento sul phase-out del motore termico in UE al taglio degli incentivi sotto l’amministrazione Trump – rischiano di lasciare il campo libero alla Cina.

Il modello cinese

Li non risparmia il confronto con il suo Paese: in Cina la rete di ricarica capillare, il rapido avanzamento tecnologico e una domanda consumer solida hanno reso l’auto elettrica una scelta pratica per gli automobilisti, trainando l’innovazione.

Un ecosistema supportato da ingenti sussidi statali (oltre 230 miliardi di dollari tra il 2009 e il 2023) e una visione a lungo termine che BYD considera il vero volano del successo.

BYD è oggi il leader mondiale delle auto ''alla ''spina''BYD è oggi il leader mondiale delle auto ''alla ''spina''

La partita è globale 

Il messaggio di Li arriva in un momento cruciale: mentre BYD consolida la sua leadership globale (non solo nelle elettriche pure, ma anche nelle ibride plug-in), i competitor occidentali faticano a tenere il passo.

Non a torto, il CEO di Ford Jim Farley ha definito i cinesi “il gorilla da 700 libbre dell’industria EV”, mentre RJ Scaringe di Rivian ha evidenziato i “benefici cumulativi di un costo del capitale più basso” a Pechino.

La conclusione è netta: senza politiche coerenti, l’Occidente rischia di perdere la corsa all’elettrico. BYD, intanto, guarda al futuro con la sicurezza di chi ha una roadmap chiara – e invita il resto del mondo a fare altrettanto.

Fonti: Business Insider, Carscoops

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Pubblicato da Lorenzo Centenari, 21/01/2026
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