Mini ha avviato i lavori sulla prossima generazione della Cooper, e potrebbe trattarsi del cambiamento più radicale da quando il marchio è passato sotto il controllo di BMW. Per la prima volta nella sua storia, infatti, la celebre auto inglese potrebbe abbandonare la trazione anteriore (da sempre un elemento identitario del marchio) in favore di quella posteriore.
Il ruolo della piattaforma BMW
L'attuale Mini Cooper Electric nasce dalla joint venture con il produttore cinese Great Wall Motor, su una piattaforma dedicata a trazione anteriore condivisa con il crossover Aceman. La prossima generazione, invece, dovrebbe basarsi sulla piattaforma Gen6 di BMW, la stessa che sta alla base delle nuove elettriche Neue Klasse come iX3 e i3.
Attualmente questa architettura non prevede una configurazione a trazione anteriore. Questo perché sulle varianti a trazione integrale di iX3 e i3, solo il motore posteriore è dotato di un cambio. Quello montato all'anteriore ne è privo, e da solo non può quindi azionare le ruote.
Secondo quanto riferito dagli ingegneri di BMW Group, l'azienda non avrebbe in programma di sviluppare un'unità di trazione anteriore dedicata. Un vincolo tecnico che potrebbe di fatto imporre il passaggio alla trazione posteriore anche sulla Cooper.
Interpellato sull'ipotesi, Joachim Post, responsabile sviluppo di BMW, non ha voluto sbilanciarsi. «Vedremo cosa riserva il futuro», ha dichiarato, aggiungendo che l'azienda sceglierà «la soluzione ottimale per il pacchetto tecnico» e che «il piacere di guida puro» resta la priorità per i modelli futuri. Ma, di fatto, neanche una smentita.
La decisione avrebbe conseguenze anche sulla Cooper a benzina, che dovrebbe proseguire la propria strada per tutto il decennio, eventualmente con l'aggiunta di propulsori ibridi, mantenendo però la trazione anteriore sulla piattaforma UKL attuale.
Il debito stilistico con la prima Mini di BMW
Sul fronte del design, il nuovo responsabile Holger Hampf ha confermato l'intenzione di mantenere intatta l'identità visiva del marchio, definendo le proporzioni della vettura «non negoziabili». Per la prossima Cooper, l'ispirazione arriverà dalla R50, la prima Mini prodotta sotto la gestione BMW nel 2001. «Molte persone non hanno un ricordo diretto della Mini classica, ma ricordano una delle Mini che abbiamo realizzato negli ultimi 25 anni di proprietà BMW. Mi assicurerò di mantenere un legame con questo passato», ha spiegato Hampf, precisando che non si tratterà di un'operazione nostalgica ma di una reinterpretazione in chiave moderna.
FONTE: Autocar
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.




