Al Festival Car di Torino (in programma sabato 26 e domenica 27 settembre) ci sarà un modello speciale. È una one-off, una microcar elettrica lunga 2,5 metri che partecipa al concorso d’eleganza. Si tratta della Microlino 777 Collection, un esemplare unico che richiama la Porsche 917 numero 20, quella guidata da Steve McQueen nel film Le Mans del 1970.
Un pezzo unico, non in vendita
La 777 è stata commissionata da Sara Levy, figlia del presidente del Salone dell’Auto di Torino, e realizzata nello stabilimento AMFI di La Loggia, alle porte del capoluogo piemontese. Tra le caratteristiche di questa versione ci sono dettagli dipinti a mano, sabbiati e sigillati da tre strati di protezione, coprimozzi fatti a mano e cuciture artigianali negli interni. Il richiamo alla 917 riguarda, ovviamente, lo stile e non la meccanica.
Un altro esemplare entra al museo
Il programma della manifestazione prevede due appuntamenti. Sabato si parte dal Castello Cavour di Santena, domenica è il turno del Tour d’Elegance e della gara a Revigliasco. Sempre domenica, alle 12,30, un’altra Microlino, in versione Paris Mint, entra nella collezione permanente del MAUTO, il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino. Il presidente del museo, Benedetto Camerana, la definisce una minicar urbana contemporanea, coerente con il percorso dedicato alle innovazioni della mobilità.
Wim Ouboter, amministratore delegato di Micro Mobility Systems, ricorda che il progetto Microlino nacque guardando all’Isetta, la microcar nata in Italia negli anni Cinquanta. Oggi la Microlino è un quadriciclo a due posti, con telaio monoscocca in acciaio e una velocità massima di 90 km/h, prodotto a La Loggia in oltre 5.000 esemplari.
La 777 Collection resta, per ora, un esercizio di stile su misura. Ma è anche un modo per portare una microcar in una competizione pensata per le auto più belle, e per mostrare che un quadriciclo elettrico può avere una storia da raccontare.
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



