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Lotus apre Hethel a quattro costruttori, la fabbrica inglese diventa un hub condiviso


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1 ora fa - Per Lotus non è una scelta legata alla crisi.

Lotus trasforma Hethel in un polo aperto ad altri costruttori. Il marchio britannico smentisce la crisi.

Lotus ha una fabbrica troppo grande per i numeri che produce oggi. Lo storico stabilimento di Hethel era stato riorganizzato nel 2022 per arrivare a una capacità di 15.000 vetture l'anno, ma oggi ne assembla molte meno. Si parla di circa 2.500-3.000, quasi tutte Emira. Nel mezzo, il marchio controllato dal gruppo cinese Geely ha tagliato 550 posti di lavoro nel 2025, pari al 40% della forza lavoro della sede, dopo aver chiuso il 2024 con una perdita netta superiore al miliardo di dollari. Un anno difficile, in un momento in cui Lotus ha deciso di condividere le linee produttive dello stabilimento di Hethel con altri costruttori. Questa la genesi del nuovo Hethel Performance Hub, recentemente inaugurato dal ministro britannico per l'Industria Chris McDonald.

I quattro costruttori

Secondo quanto riportato dalla BBC, il progetto coinvolge già quattro soggetti. Il primo è Zenos Cars, piccola casa automobilistica inglese di sportive leggere. Matt Sanger, di Zenos, ha raccontato all'emittente britannica che l'azienda sta già producendo vetture a Hethel, sfruttando competenze e strutture del sito senza dover sostenere ingenti investimenti propri. Sanger ha definito il rapporto con Lotus «complementare», sottolineando l'assenza di sovrapposizione tra i due marchi.

Il vicedirettore generale di Lotus, Matt Nice, ha inquadrato l'operazione come un modo per sfruttare a pieno le risorse già presenti nel sito, mettendo designer, ingegneri e pista di prova a disposizione di chi vuole portare un progetto dall'idea alla produzione. L'obiettivo dichiarato è che i prodotti realizzati dai partner non entrino in concorrenza diretta con la gamma Lotus.

Non ci sono conferme ufficiali sugli altri marchi coinvolti nell’operazione. Alcune indiscrezioni parlamo di Charge Holdings (che trasferirebbe a Hethel l'intera produzione dei suoi veicoli elettrici), DR Automobiles (con un progetto ancora riservato) e Cranfield University (impegnata in un programma legato all'Emira GT4).

Lotus smentisce la crisi

Alla domanda diretta sui numeri della produzione, Nice ha respinto la lettura più critica secondo cui il nuovo Hethel Performance Hub sia un modo per monetizzare la capacità produttiva in eccesso. Nice ha parlato di un ritmo produttivo «in linea con gli obiettivi» e di un organico che l'azienda considera adeguato, escludendo ulteriori tagli di personale a Hethel dopo quelli del 2025.

Il ministro McDonald, che ha inaugurato personalmente l'hub, ha collegato l'iniziativa a un obiettivo più ampio per l'industria britannica: portare la produzione automobilistica nazionale a 1,3 milioni di veicoli l'anno. Un traguardo lontano dai numeri attuali, dato che nel 2025 la produzione nel Regno Unito è scesa a 764.715 unità, il livello più basso dal 1952. McDonald ha citato anche un piano da 4 miliardi di sterline in ricerca e innovazione per il settore automotive, a disposizione di Lotus e degli altri costruttori britannici.

FONTI: BBC - CarBuzz

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Pubblicato da Daniele Di Geronimo, 01/07/2026
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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