Non si accontenta più, McLaren, di fare supercar, hypercar, team di F1, merchandising e sogni bagnati per petrolhead. No: adesso vuole anche metterti qualcosa nel golf bag. Nasce così McLaren Golf, nuova divisione della Casa di Woking che debutta con due ferri, Series 1 e Series 3. Perché se non puoi battere Ferrari in pista, almeno puoi provare a battere il tuo vicino di green.
L’idea, dicono loro, è “trasferire decenni di ingegneria da motorsport nel gioco del golf”. Quindi: materiali esotici, processi produttivi da laboratorio NASA e un’ossessione per il dettaglio che manco quando montano le portiere a farfalla.
Gli irons sono realizzati con Metal Injection Molding, una tecnica costosissima e quasi mai usata nel golf perché troppo complessa. Ma McLaren, si sa, ama complicarsi la vita.

Il Series 1 è un blade “Tour” ripensato insieme a Justin Rose, con dentro la McLaren Structural Mesh, una specie di alveare high‑tech che toglie peso dove non serve e irrigidisce dove serve. Il Series 3 aggiunge carbonio e un telaio MIM più generoso, per chi vuole un po’ più di perdono, senza rinunciare al pedigree da supercar.
Prezzi? 375 dollari a ferro, disponibili da oggi in Nord America, Europa e Corea del Sud. Insomma: se non puoi permetterti una 750S, almeno puoi tirare un ferro 7 con la stessa filosofia progettuale.







