Autore:
Giulia Fermani

ROLLS  REUS L’anno decisamente sfortunato del calciatore del Borussia Dortmund Marco Reus non si limita agli infortuni sul campo, ma a rincarare la dose arriva una multa di ben 540 mila euro per guida senza patente. Piccola premessa: Reus la patente non l’aveva dimenticata a casa; non l’ha mai presa. E per di più era recidivo, dato che dal 2011 era già stato multato più volte per eccesso di velocità senza che nessuno si prendesse la briga di controllare se avesse la patente. I poliziotti tedeschi lo hanno fatto questa volta, quando Reus è stato fermato per l’ennesima volta a bordo della sua Aston Martin e, a riprova che tutti i nodi vengono al pettine, ha dovuto pagare anche per le infrazioni precedenti. Ma il motivo di una multa così salata è soprattutto un altro: Reus guadagna oltre 60.000 euro a settimana. 

MAL COMUNE MEZZO GAUDIO? Già, a Dortmund, come del resto in molte altre zone d’Europa, dalla vicina Svizzera alla Scandinavia, le multe si pagano proporzione al reddito, e non è capitato solo allo sciagurato Reus di pagare a caro prezzo per questa regola. In Svizzera, ad esempio, per essere stato pizzicato a bordo di una Mercedes SLS a ben 290 Km/h un automobilista ha dovuto pagare una multa di 726 mila euro. In Finlandia, invece, un noto imprenditore locale, reo di aver superato il limite di velocità consentito di circa 40 Km/h, ha dovuto sborsare 170 mila euro.

E IN ITALIA? Ma è giusto pagare le multe in base al reddito? E, in ogni caso, è giusto arrivare a pagare per una multa circa un miliardo delle vecchie lire, come ha fatto Reus? Anche in Italia qualcuno si è chiesto se sia il caso di adottare questa misura, non tanto per scimmiottare l’Europa quanto per rendere la pena davvero una pena per tutti. Perché in Italia le multe sono salate, è vero, ma uguali per tutti. Così, una multa che per i più equivale a una batosta ad alcuni potrebbe non fare nemmeno il solletico. Voi cosa ne pensate?