Autore:
Luca Cereda

LA FISSA DI FISKER Una volta, quelle vere, le disegnava lui. Tempo prima della Karma e della fissa per l’elettrico, Henrik Fisker progettava sportive ad uso e consumo di 007. Due nomi? Aston Martin DB9 e V8 Vantage, tanto per gradire. Poi, le strade della vita hanno portato il buon Henry altrove, ma le auto di James Bond gli sono rimaste nel cuore, anche quando non era più lui a disegnarle. E in qualche modo continua a vederle a modo suo.

COME CAMBIA Questa Galpin Thunderbird ne è un esempio. Baciato dal sole della California – dove adesso collabora con Galpin Motors, rinomato garage della Città degli Angeli – Fisker si è ispirato nel tracciare le linee di un’inedita concept su base Vanquish. La firma è soprattutto nel frontale e nella coda, i punti in cui Henry ci ha messo del suo più che altrove, attingendo a piene mani da una scorta di fibra di carbonio che va a ridefinire le linee della carrozzeria, vitalizzata da una fanaleria ad hoc. La base tecnica, motore compreso, non muove invece un bullone rispetto all'originale. Fatta eccezione soltanto per l’assetto, ribassato di 1,5 cm, e per le ruote: nuove di pacca, misura 21’’ e con “scarpe” ad alte prestazioni.

NEL SEGNO DE LACROIX Finita qui? Eh no. Fisker, che ha presentato il progetto Thunderbird – sostanzialmente uno studio stilistico- al Concorso d’Eleganza di Amelia Island, in Florida, ha ripensato anche gli interni della Vanquish. Che ne dite di un bel dispositivo di infotainment a schermo curvo, un Panasonic da 11,6 pollici, ad esempio? Oppure di un orologio con movimento in trasparenza al centro della plancia, chessò un Maurice Lacroix? Con i suoi disegni, Fisker la butta lì. E se, per adesso, la Thunderbird rimane un suo sogno nel cassetto, un progetto sul quale Aston Martin non mette una sterlina, qualcosa potrebbe cambiare in caso di alto gradimento del pubblico. A quel punto, se ne desiderate una, fate una capatina in California. Citofonare Galpin Aston Martin.


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