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Quando si lavora su un’auto o una moto, avere la giusta illuminazione fa tutta la differenza del caso. Sotto il cofano, dietro una ruota o in un angolo buio del garage, la luce del box o quella dello smartphone spesso non basta e una normale torcia costringe a tenere una mano occupata. Una lampada da lavoro permette invece di illuminare il punto giusto lasciando maggiore libertà di movimento.
La scelta dipende soprattutto da come si deve utilizzare. Una lampada magnetica è comoda quando serve una fonte di luce stabile da lasciare agganciata alla carrozzeria, una torcia frontale è più indicata per muoversi con entrambe le mani libere, mentre una lampada pieghevole permette di illuminare una zona più ampia e di orientare la luce in più direzioni.
CLV, la lampada magnetica da tenere sotto il cofano
Per chi interviene direttamente sull’auto, una lampada magnetica è probabilmente una delle soluzioni più pratiche. La CLV può essere fissata alla carrozzeria o ad altre superfici metalliche e rimane in posizione mentre si lavora, evitando di doverla tenere in mano o appoggiare in un punto dove potrebbe cadere. È una caratteristica particolarmente utile durante gli interventi nel vano motore, dove può essere necessario avere entrambe le mani disponibili per utilizzare chiavi, cacciaviti e altri attrezzi.
La CLV offre 6 modalità di illuminazione, con luce bianca per il lavoro e modalità rossa e blu pensate anche per la segnalazione. Sono disponibili inoltre 3 livelli di luminosità, mentre la batteria da 5000 mAh permette di utilizzarla senza dipendere continuamente da una presa di corrente. La certificazione IP65 aggiunge una protezione utile quando la lampada viene utilizzata anche all’aperto e in presenza di pioggia.
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GRIFEMA, la torcia frontale per lavorare con le mani libere
Quando non si rimane sempre nello stesso punto, una lampada magnetica può essere meno pratica. La GRIFEMA risolve il problema in modo semplice: si indossa sulla testa e il fascio luminoso segue la direzione dello sguardo. È quindi particolarmente utile per controllare il vano motore, lavorare sotto l’auto, cercare un componente in un bagagliaio poco illuminato o effettuare piccoli interventi durante un’emergenza notturna. In tutti questi casi, avere entrambe le mani libere può essere più importante della possibilità di fissare la lampada a una superficie.
La GRIFEMA dispone di 8 modalità di illuminazione, comprese due modalità attivabili tramite sensore di movimento. In questo modo è possibile accendere o modificare l’illuminazione anche senza cercare il pulsante con le mani. La batteria integrata da 1200 mAh è pensata per l’utilizzo quotidiano, mentre la protezione IP44 la protegge dagli spruzzi d’acqua.
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HOTLIGH, per illuminare tutto il banco o il vano motore
Se l’obiettivo non è illuminare soltanto un punto, ma avere una fonte luminosa più ampia e facilmente orientabile, la HOTLIGH è una soluzione più adatta. La lampada integra tre sorgenti luminose orientabili e può ruotare a 360°, permettendo di distribuire la luce nella direzione desiderata. Può quindi essere utilizzata sul banco da lavoro, accanto all’auto o per illuminare contemporaneamente zone diverse del vano motore.
Il corpo in alluminio è pensato per un utilizzo pratico in garage e officina, mentre la batteria da 5000 mAh offre una buona autonomia senza la necessità di mantenerla collegata alla corrente. La porta USB-C può inoltre essere utilizzata per ricaricare altri dispositivi. La luminosità arriva fino a 1200 lumen, un valore che la rende interessante soprattutto quando serve illuminare uno spazio più grande anziché concentrarsi su un singolo componente.
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



