Se pensi che per vincere un concorso di auto custom servano budget illimitati e componentistica sofisticata, con profusione di fibra di carbonio a vista, il vincitore della tappa britannica del Hot Wheels Legends Tour 2026 ti farà ricredere.
Sul tracciato di Silverstone, in occasione del festival CarFest, la giuria composta dall'ex conduttore di Top Gear Richard Hammond, dal designer Dwayne Vance e dalla conduttrice Nicola Hume ha incoronato una Volkswagen Beetle del 1972 decisamente fuori dagli schemi.

Mezzo Maggiolino trasformato in hot-rod
L'autore dell'opera si chiama Ray Ramsey, un veterano con alle spalle oltre 150 elaborazioni. Il progetto, battezzato Volksrod e tenuto segreto fino al debutto al Volksworld 2025, ha anche un importante risvolto benefico: verrà venduto all'asta per raccogliere fondi a favore della ricerca contro il tumore alla prostata, una battaglia che lo stesso costruttore sta affrontando in prima persona.
Guardando le proporzioni della vettura capisci subito che la regola principale del progetto è stata l'assenza di vincoli. La carrozzeria è stata abbassata tagliando il tetto di ben 35 centimetri, mentre il blocco motore è stato alzato di 15 centimetri e l'asse anteriore è stato avanzato di 25 centimetri. Curiosamente, la meccanica sotto il cofano è quella di serie, con il classico motore quattro cilindri 1300 Twin Port.

Un tuning coi consigli dello chef
Ciò che rende unico questo esemplare è il riutilizzo creativo di oggetti di scarto. Il faro centrale e il tachimetro sono incassati in un secchiello da champagne, l'antenna della radio è ricavata da una frusta da cucina e la struttura del sedile integra una schiumarola da friggitoria.
C'è persino una vecchia cinepresa acquistata per una sterlina, una cupola trasparente recuperata dal tetto dei bagni di una scuola elementare, i paraurti di una Corvette montati al contrario e un volante realizzato con una catena.
Le sospensioni idrauliche a dispersione di fluido? Sono state progettate da Ray in persona. Le ruote posteriori arrivano da un camion del 1951, mentre davanti troviamo due ruotini di scorta di derivazione Porsche, ciascuno verniciato con un colore diverso dall'altro. Come ha spiegato lo stesso Ramsey subito dopo la vittoria, «L'ho costruita solo per far sorridere la gente e, sperabilmente, ci sono riuscito».

Insieme a lei sul podio
Per conquistare il premio, il Maggiolino ha dovuto superare la selezione del team di designer di Los Angeles e battere la concorrenza degli altri due finalisti arrivati a Silverstone: una Fiat Panda del 1989 preparata da pista e un Tempo Matador del 1951, un raro camioncino utilizzato in passato per il trasporto delle patate in Australia.
A fare la differenza è stato lo spirito da garage puro e semplice. Il responsabile del design Hot Wheels, Dwayne Vance, ha spiegato che il progetto «è realizzato con creatività e ispirato alla cultura Hot Rod. Rappresenta in pieno i valori di Hot Wheels».
Con il successo ottenuto nel Regno Unito, l'esemplare di Ray Ramsey si è garantito l'accesso alle finali regionali europee. Se dovesse superare anche questo scoglio, volerà negli Stati Uniti a novembre per la finale globale. Il premio per il vincitore assoluto è l'ingresso nella selezione ufficiale del marchio e la trasformazione della propria auto in un vero modellino in scala 1:64 distribuito in tutto il mondo.
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Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.










