C'è chi lascia la Formula 1 per godersi la vita. E poi c'è Tamara Ivancova, che a 24 anni, dopo aver lavorato con AlphaTauri, McLaren e Aston Martin, ha deciso che salvare il mondo fosse un'idea più stimolante.
Il risultato si chiama Elecy (da ''electric cycle'', per i creativi), ed è tecnicamente una bici a pedalata assistita.
Solo che ha quattro ruote, una carrozzeria chiusa, sembra vagamente un'Audi R8 rimpicciolita e pesa 45 kg. Quindi, una bici normalissima davvero.
Il punto di forza della bici-car di Amara Automotive è proprio l'ambiguità legale: Elecy circola sulle piste ciclabili, si parcheggia negli stalli bici (quattro Elecy in un posto auto, dicono), va fino a 25 km/h con assistenza elettrica e promette 80 km di autonomia con tre ore di ricarica.

All'interno trova posto un adulto, un bambino in tandem e 300 litri di bagagli. Ha frecce, fari, GPS e - dettaglio non banale - protezioni in caso di ribaltamento. Che non dovrebbe mai succedere, grazie alle quattro ruote (ma ci hanno pensato lo stesso).
Rispetto a un EV medio, dichiara il 98% di emissioni in meno nel ciclo di vita, è più aerodinamica dell'86,5% rispetto a una bici tradizionale (tunnel del vento, mica chiacchiere) e pesa il 97,5% in meno. I numeri sono rotondi quanto basta per far alzare un sopracciglio, ma l'idea di fondo regge.
Al momento esiste un solo prototipo, costruito interamente dalla super intraprendente Ivancova.

Il piano è portarlo in tour attraverso 23 Paesi e 30.000 km per fare da dimostrazione (e presumibilmente, raccogliere fondi).
Produzione di serie? Timeline? Ancora nessuna. Ma d'altronde, chi ha tempo: c'è un mondo da salvare, qui.
Fonte: Autoevolution



