Il kolossal 'F1'', diretto da Joseph Kosinski e prodotto da Apple Original Films, ha incassato ufficialmente quattro nomination agli Oscar, confermandosi come uno dei prodotti mediatici più influenti per l'immagine globale del motorsport.
Il grande cinema incontra il circus della Formula 1 e il risultato, a quanto pare, mette d'accordo sia il botteghino sia la critica. Ecco l'analisi dei punti chiave che hanno portato la pellicola con Brad Pitt fino al Dolby Theatre di Los Angeles.

Un successo da 631 milioni di dollari
Non è solo una questione di statuette. Il film è stato un vero e proprio schiacciasassi al box office durante l'estate del 2025, superando la soglia dei 631 milioni di dollari di incasso.
La regia di Kosinski — già reduce dal successo tecnico di Top Gun: Maverick — ha saputo gestire un cast di altissimo livello:
Brad Pitt nel ruolo del veterano Sonny Hayes.
Damson Idris nei panni della giovane promessa Joshua Pearce.
Kerry Condon (l'ingegnere del team) e Javier Bardem (il team principal), capaci di dare profondità tecnica e manageriale a un mondo spesso raccontato in modo superficiale.

Le categorie in gara: tecnica e realismo
Le nomination ottenute riflettono l'ossessione per il dettaglio che ha caratterizzato la produzione. Oltre alla prestigiosa candidatura come Miglior Film, la pellicola concorrerà per:
Miglior Sonoro: Un comparto che abbiamo apprezzato per la fedeltà nel riprodurre il ''ruggito'' delle attuali power unit V6 turbo-ibride, mescolato al caos calcolato della corsia box e alle comunicazioni radio.
Migliori Effetti Visivi: Per la capacità di integrare le vetture del film all'interno dei veri Gran Premi, al fianco di piloti reali come Lewis Hamilton.
Miglior Montaggio: Fondamentale per trasmettere il senso di velocità e la frenesia dei sorpassi.
Tra finzione e realtà: il nodo della FIA
Se dal punto di vista visivo il film rasenta la perfezione, noi ''fissati'' di tecnica e regolamenti non abbiamo potuto fare a meno di notare qualche licenza poetica di troppo. La trama ruota attorno a dinamiche di ''race fixing'' (manipolazione delle gare) che difficilmente la FIA moderna tollererebbe.
Il parallelo con la realtà è d'obbligo: nella storia recente della F1, manovre simili sono costate radiazioni a vita, come nel celebre caso del Crashgate di Singapore 2008 che coinvolse Flavio Briatore e Nelson Piquet Jr. Il grande pubblico ha però premiato l'enfasi narrativa rispetto alla rigidità del codice sportivo.

Appuntamento a marzo
Il verdetto finale arriverà il 15 marzo 2026, durante la 98ª edizione degli Academy Awards. ''F1'' dovrà vedersela con titoli del calibro di One Battle After Another e Marty Supreme, ma ha già vinto la sfida più difficile: portare la complessità tecnica della Formula 1 nel cuore pulsante di Hollywood.




