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Emissioni CO2, ACEA chiede di cambiare le regole delle multe e vuole premi per le auto prodotte in Europa


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1 ora fa - I costruttori vorrebbero chiudere la partita entro l'inizio del 2027.

Verifica dei limiti sulla media di cinque anni dal 2028 e supercrediti alle elettriche costruite nel continente.
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I costruttori europei tornano a chiedere cambiamenti alle regole comunitarie. Riuniti a Bruxelles il 14 ottobre, i soci di ACEA hanno chiesto all’Unione europea di accelerare sul pacchetto auto, l’insieme di norme che deciderà come e quanto le case automobilistiche dovranno tagliare le emissioni nei prossimi anni, e di farlo entro i primi mesi del 2027. Il motivo? Finché le regole non sono definitive, nessuno sa quanto e dove investire. «I costruttori europei stanno accelerando con successo la propria trasformazione verso la mobilità a zero emissioni. Ora è il momento che l’Unione riformi il quadro legislativo». Così il comunicato con il quale ACEA ufficializza la propria posizione.

Le richieste

Secondo ACEA gli obiettivi accompagnati da multe non funzionano. Serve rispettare la libertà di scelta di chi compra, difendere i posti di lavoro e dare più tempo agli investimenti. Le richieste sono tre. La prima è che dal 2028 il rispetto dei limiti di anidride carbonica non venga più verificato anno per anno, ma sulla media di cinque anni. Così un’annata storta si compensa con una buona, e le multe diventano molto meno probabili. ACEA la presenta come l’incentivo migliore che l’Europa possa offrire, perché non costa nulla allo Stato.

La seconda riguarda i furgoni. La tabella di marcia va ammorbidita, dicono, perché i veicoli commerciali partono da molto più indietro delle automobili sulla strada dell’elettrico. C’è poi una terza richiesta, legata a un altro provvedimento in arrivo, l’Industrial Accelerator Act. Qui i costruttori chiedono i supercrediti per le elettriche costruite in Europa, con un premio in più per le auto piccole. Un supercredito permette di contare più di una volta la stessa auto elettrica venduta quando si fa la media delle emissioni. In pratica l’obiettivo resta lo stesso sulla carta, ma diventa molto più facile da raggiungere.

ACEA ricorda anche quanto pesa il settore auto europeo. Nell’industria auto europea lavorano 13,5 milioni di persone, l’8% di tutti gli occupati dell’industria manifatturiera. Il comparto vale oltre l’8% del PIL europeo, versa 427,1 miliardi di euro di tasse ai governi e investe 84,3 miliardi l’anno in ricerca.

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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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