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Se hai superato i trenta, ricordi sicuramente KITT: la Pontiac Trans Am nera di Supercar con l'intelletto sopraffino, la carrozzeria indistruttibile e la targa californiana KNIGHT.
Bene, a quanto sembra, la protagonista della serie TV anni Ottanta avrebbe deciso di materializzarsi sulle strade di New York, collezionando verbali per eccesso di velocità.
La cosa singolare è che l'auto indicata sulla multa ha un alibi d'acciaio: si trova al Volo Museum, vicino a Chicago, ed è ferma nella sua teca da anni senza aver mai accennato a un Turbo Boost.
Cinquanta dollari da Brooklyn
La storia rasenta il ridicolo. Il museo dell'Illinois si è visto recapitare una sanzione da 50 dollari arrivata direttamente dalla Grande Mela. L'infrazione risale allo scorso 22 aprile, quando un autovelox di Brooklyn ha immortalato una Trans Am nera mentre viaggiava a 36 miglia orarie (circa 58 km/h) in una zona con il limite fissato a 25.
La foto allegata al verbale mostra chiaramente la targa KNIGHT, identica a quella del telefilm e a quella, puramente decorativa, montata sull'esemplare da esposizione del museo.
Ma c'è di più: spulciando nei registri di New York, è emerso che quella stessa targa è legata ad altre cinque violazioni di traffico non pagate dalla fine del 2024. Insomma, c'è un nostalgico dei limiti infranti che gira per New York convinto di essere Michael Knight.

Il mistero della targa e la reazione del museo
Come abbia fatto il sistema automatico di New York ad associare una targa californiana da esposizione a un museo dell'Illinois resta un mistero burocratico insondabile.
Anche perché, secondo quanto riporta l'emittente ABC, l'auto del museo sarebbe addirittura ''unregistered'', ossia non risulterebbe iscritta nei registri della locale motorizzazione.
Unregistered si usa anche per i veicoli la cui registrazione è scaduta, ma non sembra questo il caso, visto che la guida con registrazione scaduta è una violazione grave e non è stata contestata.
Il Dipartimento dei Trasporti di New York gestisce circa 750 telecamere e un team di dipendenti che dovrebbe controllare i fotogrammi prima di spedire i verbali (che scattano quando si superano di oltre 10 miglia i limiti). Evidentemente, in questo caso, qualcuno ha preso una cantonata.
Tra repliche e realtà
Jim Wojdyla, il direttore marketing del museo, l'ha presa con filosofia. Oltre ad aver fatto ricorso per cancellare la multa, ha deciso di giocarci sui social: la pagina Facebook del museo ora ha una copertina dedicata in cui si vanta di essere ''la casa della KITT che ha preso una multa a New York senza mai muoversi dall'Illinois''.
Nei post ironizzano anche chiedendo se qualcuno abbia il numero di David Hasselhoff, visto che ''ci deve 50 dollari''. Sotto sotto, però, Wojdyla ammette che gli piacerebbe scoprire chi sia il misterioso guidatore: la replica che gira per New York deve essere maledettamente precisa e, da appassionato, vorrebbe farci due chiacchiere.
D'altronde, il fenomeno dei cloni di KITT è enorme. Se per la serie TV originale (andata in onda sulla NBC dal 1982 al 1986) furono costruite circa venti vetture – di cui oggi ne sopravvivono solo cinque originali secondo i dati di Road & Track – la galassia dei collezionisti privati è sconfinata. Basti pensare che il gruppo Facebook dei possessori di repliche conta quasi 19.000 membri.
Il tocco finale di questa commedia degli equivoci arriva dalla Motorizzazione della California (DMV), che ha confermato che lo scorso marzo un cittadino americano, il cui cognome è ironicamente proprio Knight, ha regolarmente rinnovato la targa personalizzata KNIGHT.
Che la stia usando su una Trans Am fedele all'originale o su una banale berlina, a New York qualcuno continua a correre nell'ombra. Ma se fosse stato il vero KITT, la sua programmazione focalizzata sulla salvaguardia delle vite umane gli avrebbe impedito a prescindere di correre proprio in una zona scolastica.
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.



