Un mese fa, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini aveva firmato il tanto ateso ''Decreto Autovelox'' che metteva la parola fine al caos degli ultimi empi sulla gestione dei dispositivi per il rilevamento della velocità. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dalla giornata di ieri, 12 luglio, sono entrate in vigore le nuove regole contenute nel Decreto che riguarda la ''disciplina delle caratteristiche, dei requisiti e delle procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi e dei sistemi per l'accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità'.
Cosa cambia per gli autovelox?
Le nuove norma vanno a regolare le procedure di omologazione, verifica e taratura dei dispositivi autovelox. Come aveva spiegato bene Salvini un mese fa, il decreto ''definisce le procedure di omologazione, di verifica e di taratura iniziali e periodiche dei dispositivi, delle apparecchiature e dei mezzi tecnici per l'accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità''.
Ricordiamo che il ''caos autovelox'' era iniziato ad aprile 2024 quando la Cassazione aveva stabilito che erano nulle le sanzioni elevate da apparecchi approvati ma non omologati. A quel punto è successo di tutto con un braccio di ferro tra gli automobilisti multati e gli enti locali. Ricorsi, una valanga di ricorsi per farsi annullare le multe, molti dei quali accolti.
Con il nuovo decreto che comunque s è fatto attendere molto, il Governo ha quindi voluto predisporre ''un quadro regolatorio certo e omogeneo, idoneo a superare le criticità applicative emerse nel tempo e a garantire l’affidabilità di misura degli strumenti, la tracciabilità delle operazioni tecniche e la solidità giuridico-amministrativa degli accertamenti conseguenti al loro impiego''.

Stop a quasi 1.000 autovelox
La prima conseguenza dell'entrata in vigore del Decreto è lo stop a circa 850 autovelox non più considerati idonei. Dispositivi che adesso per tornare in funzione dovranno ottenere una nuova omologazione. Quelli attivi rimangono 3.150. Ricordiamo che per arrivare al Decreto, il Governo aveva avviato anche un censimento dei dispositivi Autovelox per capire esattamente quanti fossero. Uno degli obiettivi del Governo era quello di voler mettere ordine ed evitare che quest dispositivi venissero utilizzati solamente per fare cassa. Ecco cosa ha detto Salvini.
Da una giungla di oltre 10.000 autovelox, spesso nascosti e a ripetizione, a 3.150 apparecchi regolari e conformi. Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale. Dalle parole ai fatti.
Appassionato di auto, moto e grande amante della tecnologia, non resisto a provare le ultime novità a 2 e 4 ruote (e non solo...).



