Poche persone hanno avuto il privilegio di guidare una Bugatti Veyron nelle fasi più delicate del suo sviluppo (guarda la Bugatti Veyron).

Loris Bicocchi e l’hypercar che ha riscritto i limiti
Tra queste c’è una figura di spicco, Loris Bicocchi, storico collaudatore Bugatti, incaricato nel 2001 di esplorare i limiti estremi dei prototipi dell’hypercar. Come ha raccontato lui stesso, “è stata una spedizione verso l'ignoto”, un’esperienza senza precedenti anche per un professionista con alle spalle decenni di test ad alte prestazioni.
Bicocchi non era nuovo alle sfide del marchio di Molsheim (guarda la homepage di Bugatti). Negli anni ’90 fu già collaudatore per la sfortunata avventura Bugatti degli anni '90 in veste di collaudatore della EB110, sia in versione GT sia Super Sport.
Tuttavia, la Veyron rappresentava un salto concettuale enorme: un’auto pensata per superare qualsiasi riferimento precedente nel mondo delle auto di serie.

Il W16 che ha cambiato le regole
Il cuore della Bugatti Veyron era un W16 quadriturbo da 8,0 litri, capace nella versione di serie di erogare 1.001 cavalli e 1.200 Nm di coppia. All’epoca, la potenza era circa il doppio rispetto a qualsiasi altro veicolo omologato per la strada, un dato che rendeva ogni test un’incognita tecnica e umana.
La prima prova e lo stupore
Il primo contatto con il prototipo avvenne su una pista Michelin in Francia. “Non sapevo cosa aspettarmi”, ha raccontato Bicocchi. “… non ho osato dare il massimo. È stato così impressionante, pazzesco, quasi inspiegabile. Si capiva subito cosa rappresentasse quest'auto…”. Sensazioni che raccontano meglio di ogni altra cosa l’impatto immediato della Veyron nel panorama delle hypercar.

Velocità oltre i 400 km/h
Capace di raggiungere i 400 km/h, la Bugatti Veyron stabilì un record per le auto di serie. “Dai 300 o 320 km/h in poi, tutto cambia”, ha spiegato il collaudatore. “Soprattutto l'aerodinamica. Ogni singolo dettaglio conta”. Bicocchi dovette “resettare” ogni riferimento professionale precedente, affrontando un territorio completamente nuovo.
Rendere l’estremo accessibile
La vera sfida fu rendere un’auto estrema guidabile anche da clienti non professionisti.“È stata una responsabilità enorme”, ha dichiarato. “Dovevamo creare un'auto incredibile… ma che potesse essere guidata da chiunque”. Un lavoro di squadra che portò al debutto dellaVeyron nel 2005.

Un’eredità storica
In dieci anni Bugatti ha prodotto 450 esemplari della Veyron, comprese le versioni Grand Sport e Super Sport, capace di 430 km/h. Un’eredità raccolta prima dalla Chiron (guarda la Bugatti Chiron) e oggi dalla Tourbillon (leggi le info su Bugatti Tourbillon), simboli di una visione che continua a spingere in alto i confini dell’automobile.
Cosa ne pensate di queste hypercar? Vi affascinano oppure sono il simbolo di un automobilismo estremo ormai sulla via del tramonto? Diteci la vostra.




