1 ora fa - Stile neo-retrò al piacere di guida in un modello on-off accessibile
In sella ai tre modelli del brand inglese, ma la "tutto-terreno" convince per il look più muscoloso e una guida facile, che vi accompagna nelle avventure di tutti i giorni
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Dietro le tre lettere BSA (Birmingham Small Arms) si nasconde una storia lunga più di un secolo, iniziata con la produzione di armi da fuoco. Ma nel 1903, la casa britannica diventa uno dei simboli del motociclismo inglese. Ricordo da piccolo, quel marchio luccicante sul serbatoio e il fascino old-style dei suoi ultimi modelli ancora in giro per le strade. Poi, il declino e la chiusura negli anni Settanta, ma ora BSA vive una seconda giovinezza grazie al gruppo indiano Mahindra, che ha deciso di rilanciare questo nome leggendario con una gamma dal forte richiamo classico (guarda la homepage di BSA Italia).
Raccontata la storia, torno all’attualità e lo faccio dopo avere guidato durante un test su strada, che ha toccato le rive del Lago di Como e alcuni tratti del mitico Circuito del Lario (corsa motociclistica stradale anni '40-'50 che ha forgiato fior di campioni), i modelli in gamma. Dalla Bantam 350 (guarda BSA Bantam 350), alla Gold Star 650, fino alla Scrambler 650, che completa la famiglia in attesa della Thunderbolt in arrivo.
Experience BSA: un piacevole giro in sella ai tre modelli della gamma italiana
Una bella esperienza di guida, condivisa con altri giornalisti e influencer, tutti accomunati dalla passione per le moto e, perché no, dal viaggiare in relax stringendo fra le mani il manubrio di una bella classica poco impegnativa, ma divertente.
Mi concentrerò sulla Scrambler, che mi ha trasmesso più emozioni e che, secondo me, oggi è la più interessante del terzetto, ma apro una breve parentesi sulle altre due partendo dalla più piccola.
La Bantam 350 è una compatta e stilosa monocilindrica, con meno di 30 CV, sorprendente per agilità e piacere di guida complessivo. Una moto capace di aprire a chiunque lo desideri il mondo delle due ruote motorizzate. Sella bassa, manubrio e pedane alla giusta distanza regalano padronanza e sicurezza.
Experience BSA: la prova dei modelli per il mercato italiano, qui la Bantam 350
Monocilindrico rotondo e piacevole
Il suo motore è un piacere per rotondità di funzionamento e le sospensioni offrono un bel comfort generale, con la forcella un pizzico più sostenuta. Inoltre, sa essere piacevolemente dinamica e spigliata sui tornanti come nel traffico. Insomma, un modello perfetto per muovere i primi passi oppure tornare in sella, a un prezzo accessibile di 4.099 euro.
Con la Gold Star 650, BSA punta a un piacere di guida rilassato e a uno stile vintage molto ben riuscito. Mi è piaciuta nel suo complesso poiché, secondo me, centra perfettamente l'obiettivo. Un motore da 45 CV bello fluido nell'erogazione, un cambio a cinque marce ben accordato e le misure giuste, sono la ricetta per stare in sella tanti chilometri senza stancarsi e guidando in tutto relax.
Experience BSA: la prova dei tre modelli per il mercato italiano, qui la Gold Star 650
Ti piace usarla sempre
La monocilindrica è anche più agile del previsto, fermo restando che con lei non dovete andare alla ricerca della guida più dinamica, che non è (e non vuole essere) nelle sue corde. Le sospensioni fanno un buon lavoro sulle strade rovinate e se forzate un po' la mano, risponde presente, sempre senza esagerare. Anche la Gold Star 650 si è rivelata una moto congeniale per le uscite di tutti i giorni, come la gita nel weekend e un listino che parte da 6.599 euro la rende davvero accessibile. Ma adesso, passo al piatto forte...
Rispetto alla sorella stradale il look si fa più robusto e avventuroso, con uno spiccato richiamo al mondo delle “tuttoterreno” degli anni Sessanta e Settanta. Lo si capisce subito osservando il suo stile retrò, più essenziale e votato all'esplorazione, pur mantenendo intatto il fascino heritage che contraddistingue il marchio.
Experience BSA: la prova della gamma, qui la Scrambler 650
Semplicità e presenza scenica
Questa BSA non passa inosservata e trovo che il suo stile sia più deciso rispetto alla Gold Star. I dettagli dedicati sono numerosi: il parafango anteriore alto, i caratteristici fianchetti porta numero, il faro (a LED) rotondo, evocano le competizioni fuoristrada del passato. Il serbatoio da 12 litri si integra con la linea della moto e contribuisce a creare una silhouette pulita e muscolosa. Volete il tocco di modernità? Ecco una bella strumentazione digitale ricca di informazioni e ben leggibile, in perfetto stile Six Days.
Semmai, trovo che l'impianto di scarico basso stoni un po’ nel complesso estetico, ma il collettore gira lontano dalla gamba, a una distanza… antiscottature. Infine, tutte e tre le colorazioni vintage esaltano lo stile della moto, nessuna esclusa. Mi piace quella gialla con la finitura del serbatoio a specchio, scegliete quella che preferite.
Le dimensioni dei cerchi a raggi sono da 19” davanti, e da 17” dietro. Una scelta tipica del mondo scrambler (che davanti arriva anche a 18”), abbinata a pneumatici leggermente tassellati Pirelli Scorpion Rally STR, che lasciano intuire la vocazione polivalente della moto e contribuiscono a determinarne look e carattere personale.
Experience BSA: dettaglio sul serbatoio della on-off del brand inglese
La ciclistica ruota attorno a un robusto telaio a traliccio in tubi d'acciaio. Davanti lavora una forcella telescopica con steli da 41 mm di diametro ed escursione di 120 mm. Dietro c'è un tradizionale doppio ammortizzatore posteriore regolabile nel precarico, con 120 mm di escursione.
L'impianto frenante si affida a componentistica Brembo: davanti abbiamo un disco singolo da 320 mm con pinza flottante ad attacco assiale a due pistoncini, mentre dietro è presente un disco da 255 mm.
L'ABS, sviluppato da Bosch, è disinseribile sulla ruota posteriore per facilitare la guida sui fondi a bassa aderenza. E non ci sono mappe o altri aiuti alla guida. Con un peso a vuoto di 218 kg, la Scrambler non è una piuma, ma sorprende comunque per la sua buona agilità.
Experience BSA: la Scrambler 650 con motore monocilindrico da 45 CV e 55 Nm
Il cuore della moto è il suo monocilindrico raffreddato a liquido da 652 cc, con distribuzione bialbero a quattro valvole. I numeri raccontano bene la sua filosofia: 45 CV di potenza massima a 6.500 giri/min e 55 Nm di coppia a 4.000 giri/min.Senza timore di essere smentito, trovo che le caratteristiche di erogazione privilegino la fluidità di marcia e la facilità di utilizzo. Il motore promette di spingere con buona decisione fin dai bassi regimi e di sfruttare una una bella schiena, offrendo una risposta pronta ma mai brusca. Il cambio a cinque marce mi ha convinto per la discreta precisione negli innesti e la morbidezza di funzionamento.
Una volta in sella, la prima cosa che noto è quanto la moto sia snella fra le gambe. L'altezza della sedutadi 820 mm consente di appoggiare facilmente i piedi a terra, rendendola accessibile anche ai motociclisti più bassi o meno esperti. La posizione di guida è naturale: il busto resta leggermente inclinato in avanti e le gambe non sono troppo piegate. L'unico appunto riguarda il manubrio un po' basso, che nell'utilizzo in piedi, magari su strade bianche, richiede qualche adattamento poiché costringe a spostare in avanti il busto, in una posizione meno eretta e naturale.
Experience BSA: la Scrambler 650 è una perfetta compagna per le avventure di tutti i giorni
Sa essere amichevole e spigliata
Ma adesso casco, abbigliamento e protezioni: dentro la prima e si va. Nei primi chilometri fatti in gruppo emerge subito la personalità della Scrambler 650. La risposta al comando del gas è quasi delicata e progressiva, mentre il monocilindrico accompagna la guida con una piacevole fluidità. La moto mi dà subito confidenza e si muove con facilità grazie alla sella relativamente bassa e alla posizione di guida azzeccata, per me che sfioro il metro e ottanta.
Experience BSA: la Scarmbler 650 promette divertimento anche su percorsi sterrati
La rapportatura giusta
Il cambio a cinque marce mi ha convinto per la discreta precisione negli innesti e la morbidezza di funzionamento. Soprattutto, la trasmissione ben accordata all'erogazione permette di sfruttare al meglio la spinta disponibile senza la necessità di lavorare troppo con il cambio. Ho trovato una rapportatura appena corta nelle prime due marce, a vantaggio dello spunto, e un pizzico più distesa nelle ultime tre per favorire l’allungo e una guida rilassata. Immagino sia una scelta per ridurre consumi e vibrazioni nei trasferimenti extraurbani, senza “tirare il collo” al monocilindrico. Il risultato è una moto intuitiva e piacevole da utilizzare in ogni situazione.
Una moto dal carattere deciso
Tra le curve la Scrambler 650 si lascia portare con naturalezza e il feeling di guida è immediato e sincero pur con gomme non propriamente stradali. Ovviamente, non è una moto costruita per grattare le pedane a terra, ma una compagna che mette a proprio agio fin dal primo chilometro. Il merito è anche della ciclistica equilibrata e dal buon lavoro svolto dalle sospensioni che sono ben tarate per assorbire efficacemente buche e asperità dell’asfalto, senza compromettere la stabilità.
Lato sicurezza, i freni rispondono presente pur senza eccellere in senso assoluto. L’ABS lavora correttamente e non è troppo invasivo quando entra in gioco. Diciamo che ho trovato un impianto adatto alle necessità della Scrambler.
Experience BSA: look vintage e piacere di guida a meno di 7.000 euro
Il capitolo prezzo rappresenta uno degli argomenti più interessanti della nuova Scrambler 650. BSA ha scelto una strategia precisa: offrire una moto dal contenuto emozionale a una cifra competitiva. Per me, obiettivo centrato. L’offerta nel listino italiano parte da 6.999 euro, una cifra che la colloca tra le proposte più interessanti del segmento “on-off” di media cilindrata.
Conclusioni? La BSA Scrambler 650 mi è piaciuta perché non fa la… primadonna – per quello ci sono altri marchi - ma prova a conquistarti chilometro dopo chilometro, ricordandoti che il piacere della moto può essere ancora semplice, genuino e divertente se in sella a un modello robusto, con un bello stile e gradevole da guidare. Secondo me ci riesce molto bene. Cosa ne dite?
Auto o moto, per lui non fa alcuna differenza: adora entrambe. Una vita spesa a Motociclismo ed Automobilismo, Alessandro passa dalle due alle quattro ruote con disinvoltura disarmante. La sua esperienza come tester di motociclette ne fa un punto di riferimento tecnico. Ma quando è il momento di scrivere, sa come rivolgersi anche alla casalinga di Voghera. Cresciuto nell’esempio del padre e maturato a suon di ginocchia grattugiate da cadute in moto, trascorre il tempo libero con la moglie Sara e i figli Federico e Niccolò, ai quali non perde occasione di insegnare la sacra filosofia dei motori e dello sport.