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Bollo auto e multe non pagati, da domani parte la rottamazione. Ecco come fare domanda


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1 ora fa - Domande fino al 15 dicembre, pagamento anche in 54 rate.

Riguarda i carichi affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione da circa 1.500 fra Regioni, Comuni e altri enti
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Da domani, 16 ottobre, si può chiedere la rottamazione-quinquies dei debiti locali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. La misura riguarda, tra gli altri, anche il bollo auto e le multe stradali (oltre che l’IMU e la TARI) non pagati dal 2000 al 2023. Chi aderisce paga solo il debito di partenza, più le spese di notifica della cartella e quelle di eventuali procedure già avviate. Spariscono invece sanzioni, interessi, interessi di mora e l’aggio della riscossione. Per le multe stradali funziona diversamente. La multa va pagata per intero, perché è già di per sé una sanzione. Quello che si risparmia sono gli interessi, comprese le maggiorazioni che si accumulano col passare del tempo, e il compenso spettante all’agente della riscossione.

Chi può aderire e per quali debiti

La misura nasce dal decreto legge 38/2026 (convertito con modifiche dalla legge 88/2026) che ha esteso alle Regioni e agli enti locali la rottamazione-quinquies introdotta dalla legge di bilancio 2026. Rientrano i debiti, tributari e non tributari, affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Restano esclusi quelli che derivano da condanne della Corte dei conti.

Fra le entrate interessate ci sono il bollo auto e le sanzioni per violazioni del codice della strada. La rottamazione vale solo per i carichi affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione. Se il Comune o la Regione gestiscono la riscossione per conto proprio, oppure si appoggiano a un concessionario privato, quelle cartelle non possono essere rottamate con questo sistema. Per loro la legge di bilancio 2026 lascia agli enti la facoltà di varare una definizione agevolata autonoma, con regole decise caso per caso. Perché l’agevolazione si applichi, ogni ente doveva adottare un apposito provvedimento, pubblicarlo sul proprio sito e trasmetterlo all’Agenzia entro il 31 luglio 2026. Quelli che l’hanno fatto sono circa 1.500 e l’elenco completo si trova sul sito dell’Agenzia. Una possibilità interessante riguarda chi ci aveva già provato in passato. Sono ammessi anche i debiti inseriti nelle tre rottamazioni precedenti per cui il contribuente è decaduto, e quelli della rottamazione-quater, riammissione compresa, per cui i benefici risultavano persi al 30 settembre 2025.

Prima il prospetto, poi la domanda

Per sapere quali debiti possono essere rottamati e quanto si dovrà pagare, è possibile richiedere il prospetto informativo sul sito di Agenzia delle entrate-Riscossione. Chi accede all’area riservata con SPID, CIE o CNS può trovare il servizio nella sezione «Definizione agevolata (Rottamazione-quinquies enti territoriali)». Professionisti e imprese possono utilizzare anche le credenziali dell’Agenzia delle Entrate. Entro 12 ore arriva un’e-mail con il link per scaricare il documento, disponibile per cinque giorni. In alternativa, si può fare richiesta dall’area pubblica del sito, senza accedere con le proprie credenziali. In questo caso bisogna compilare il modulo online e allegare un documento d’identità. Se la richiesta è corretta, dopo le verifiche necessarie si riceve un’e-mail con il link per scaricare il prospetto, valido per cinque giorni.

Come si presenta la domanda

Entrando nell’area riservata il sistema mostra automaticamente i debiti che possono essere inclusi nella rottamazione e basta selezionare quelli che si desidera regolarizzare. Chi utilizza l’area pubblica deve invece inserire manualmente i numeri identificativi delle cartelle. In entrambi i casi, al momento della domanda bisogna scegliere se pagare in un’unica soluzione oppure a rate. È necessario anche indicare un indirizzo e-mail per ricevere la ricevuta. Se si sceglie la rateizzazione, ogni rata deve essere di almeno 100 euro.

Entro il 28 febbraio 2027, Agenzia delle entrate-Riscossione comunicherà l’importo da pagare e il calendario delle scadenze. A quel punto il contribuente potrà versare tutto in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure scegliere un piano fino a 54 rate bimestrali, distribuite nell’arco di nove anni. A quel punto le scadenze della rottamazione vanno rispettate. Se non si paga in tempo (o si paga in parte), si perde il beneficio e l’importo deve essere poi versato in un’unica soluzione. La decadenza scatta anche se si saltano due rate, anche non consecutive, oppure l’ultima rata del piano. In questi casi, tornano dovuti anche gli importi che la rottamazione avrebbe permesso di risparmiare, comprese sanzioni e interessi.

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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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