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Bollo auto 2027, basta guardare il libretto per capire se non si paga


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1 ora fa - Ecco dove controllare i kW sul libretto

Per capire se la propria auto può beneficiare dell’esenzione dal bollo nel 2027 basta controllare la carta di circolazione
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Lo stop al bollo auto per il 2027 e forse oltre stando alle dichiarazioni di alcuni esponenti del Governo, continua a tenere banco con tante polemiche soprattutto a livello politico. Se ne discuterà ancora a lungo ma il dato oggettivo è che il prossimo anno migliaia di italiani risparmieranno. Già ma come si fa a sapere se la propria vettura ha diritto all'esenzione?

Prendete la carta di circolazione

Come sappiamo, per poter accedere all'esenzione, una vettura deve disporre di una potenza fino a 80 kW. Inoltre, deve essere benzina o diesel, eventualmente anche ibrida. Fuori, invece, le auto elettriche. Per capire se il proprio modello non pagherà questa tassa il prossimo anno, sarà sufficiente prendere la carta di circolazione. Il dato della potenza del motore è infatti contenuto su questo documento. Dove, esattamente?

Guida Libretto di Circolazione 2020Guida Libretto di Circolazione 2020

L'indicazione è contenuta al punto P.2. Nell'immagine utilizzata ad esempio possiamo notare che la vettura dispone di 88 kW, cioè 120 CV. Solo sulle vetture più vecchie la potenza in kW è indicata nella sezione Motore che si trova a pagina 2. Se quindi la vostra vettura non va oltre quota 80 kW, allora è compatibile con l'esenzione del bollo per il 2027.

Continuano a fioccare le polemiche

Sul tema sono intervenute diverse associazioni dei consumatori che hanno espresso tutti i loro dubbi. Per Altroconsumo, il risparmio varia tra 113,52 e 141,90 euro. Tuttavia, evidenzia che non si tratta di un'abolizione a meno che non arrivino proroghe o che la misura diventi strutturale come vorrebbe il Governo.

Presentata politicamente come una abolizione, la misura è in realtà un'esenzione temporanea, valida per una sola annualità e con diversi limiti. La misura arriva mentre il caro carburanti continua a pesare sui bilanci familiari e il taglio delle accise rimane una misura tampone: anziché intervenire stabilmente sui costi di utilizzo dell'auto, ad esempio azzerando l'Iva come proponiamo noi da tempo, si sceglie quindi di destinare circa 2,36 miliardi a uno sgravio una tantum sulla proprietà.

Molto più critica Ferderconsumatori:

Il Governo con una mano dà (o almeno annuncia di dare) e con l’altra toglie.

Mentre riduce, inspiegabilmente, il taglio sulle accise, facendolo passare a 12,2 centesi sul diesel (dai 17 centesimi precedenti), per calmare gli animi degli automobilisti infuriati annuncia l’abolizione del bollo auto (per le auto con potenza entro gli 80 kW) dal 2027.

Mentre la Presidente del Consiglio trionfa, dichiarando di aver abolito “la tassa più odiata dagli italiani” (un refrain già sentito, per chi non ha memoria breve), le regioni già tuonano contro la misura, che danneggerà le loro casse e rischia di incidere su una serie di servizi pubblici il cui accesso è già fortemente compromesso e, in molto casi, più che critico (sanità e diritto allo studio in primis).

A conti fatti, poi, le famiglie non è che ci guadagnerebbero così tanto… a fronte di un maggior esborso, rispetto allo scorso anno, di oltre 638,00 euro per la voce relativa ai carburanti, risparmierebbero mediamente 218,00 euro di bollo (con una spesa che in genere varia dai 150 ai 300 euro annui).

Diversi dubbi anche dal Codacons, soprattutto per quanto riguarda i numeri condivisi dal Governo sui benefici della misura.

Il 70% delle auto che, secondo la prima stima del governo, avrebbe goduto dell’esenzione si scontrava con i dati sul parco veicolare italiano, che secondo il report annuale Aci-Istat conta 41,8 milioni di autovetture e 7,9 milioni di motocicli.

E dopo i dubbi è arrivata la nota del Mit dove, per magia, si assiste alla moltiplicazione delle auto che beneficeranno dell’addio al bollo, con la platea potenziale che sale da 14,5 a 24,6 milioni di euro.
Una crescita dei numeri che porterebbe il costo potenziale della misura fiscale a salire a 3,4 miliardi di euro, considerando che per capire quanto vale in media il bollo auto in Italia va rapportato il gettito delle Regioni, 7,1 miliardi di euro nel 2025, al numero di veicoli che ai fini tributari circolano in Italia, circa 51 milioni secondo l’Aci, pari ad un bollo auto medio da circa 141 euro.

Anche UNRAE non è convinta

Sebbene l'associazione valuti positivamente la misura, evidenzia come non si tratta di un'abolizione ma piuttosto di un'esenzione limitata per il 2027. Critiche, invece, alla scarsa attenzione al tema delle emissioni di CO2.

Guardando alle sole nuove immatricolazioni, per esempio quelle nei primi 8 mesi del 2026, appena il 2,6% delle vetture esentate ricadrebbe sotto la soglia dei 60 g/km di CO2. Ancora più grave la situazione per il parco circolante, assai anziano, che presenta una quota importante di vetture Euro 0, per le quali le emissioni sono addirittura ignote. 

Con una soglia di 80 kW non collegata ad alcun parametro di emissioni o di anzianità del veicolo, il provvedimento risulterebbe quindi privo di qualsiasi valenza ambientale. La misura non sarebbe in grado di produrre un rinnovo del parco, né una accelerazione della transizione energetica né un miglioramento della sicurezza stradale. 

Dispiace, infine, che una decisione di tale rilevanza e con un impiego così significativo di risorse pubbliche, non risulti essere stata preceduta da un confronto ufficiale con le rappresentanze della filiera automotive, per valutarne preventivamente l’efficacia e compararla con possibili interventi alternativi, fra i quali quelli sulla fiscalità dell’auto aziendale, in discussione da anni. 

Infine, UNRAE chiede al Governo trasparenza sulle coperture e sulla compensazione prevista per le Regioni, ed è pronta da subito a mettere a disposizione di Governo, Parlamento e Istituzioni territoriali i propri dati e le proprie competenze tecniche.

[Immagine di copertina realizzata con AI]

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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Appassionato di auto, moto e grande amante della tecnologia, non resisto a provare le ultime novità a 2 e 4 ruote (e non solo...).

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