Alzi la mano chi, davanti alla pompa di benzina, non ha mai guardato con un filo di desiderio (e molto sospetto) l’erogatore della ''special'' da 100 ottani. Quella promessa di pulizia del motore, qualche cavallo in più e partenze al fulmicotone è una tentazione forte. Ma la domanda resta sempre la stessa: serve davvero o stiamo solo finanziando le vacanze dei petrolieri?
Secondo i colleghi americani di Consumer Reports, nella stragrande maggioranza dei casi la risposta è la seconda: sono soldi buttati. Ma attenzione, perché tra gli USA e l’Italia le cose cambiano, e non solo per il prezzo al gallone.

Il verdetto di Consumer Reports: risparmi a tre zeri
Partiamo dai fatti. Negli Stati Uniti, la differenza di prezzo tra la benzina ''regular'' e la ''premium'' è diventata un solco profondo. Parliamo di circa 87 centesimi di dollaro al gallone.
Può sembrare poco, ma Consumer Reports ha fatto i conti in tasca agli automobilisti: chi guida una vettura che fa i 12-13 km/l (molto comune oltreoceano) e percorre circa 20.000 km l'anno, passando alla normale può risparmiare circa 350 dollari l'anno. Che diventano più di 700 dollari l'anno per truck da 6 km/l.
Il punto però è tecnico. Molti pensano che la benzina premium abbia più ''energia''. Sbagliato. L'ottano è semplicemente un indice di resistenza alla detonazione (il famigerato ''battito in testa'').
Se il tuo motore è progettato per girare con la 95 ottani, dargliene 100 non lo trasformerà in un propulsore da Formula 1. Semplicemente, brucerà una miscela più costosa senza che l'elettronica possa far nulla per sfruttarla.

Quando la Premium ha senso?
Sia chiaro, non è sempre una truffa. Ci sono auto che negli USA ''esigono'' il nettare più pregiato, per esempio la Toyota GR Supra, la Mazda MX-5 o le moderne turbo ad alte prestazioni. Cosa succede a dargli da bere il drink sbagliato?
Altri modelli si limitano a consigliare la premium, ma consentono l'uso della regular. I test citano il caso della Mazda3 Turbo, che con benzina normale esprime 227 CV e con benzina 93 ottani (USA) arriva a dare 250 CV.
Qui però il discorso cambia: il produttore ha mappato la centralina per riconoscere il carburante e spingere di più su pressione del turbo e anticipo d'accensione, così da adeguare il funzionamento del motore.
Se però sul tappo del serbatoio c'è scritto ''Required'', il consiglio di Consumer Reports è di non fate i braccini corti: usare la normale potrebbe, alla lunga, danneggiare il motore o far consumare di più.

Italia vs USA: il paradosso della 95 ottani
Ma veniamo a noi. Il discorso di Consumer Reports vale anche sotto il cielo tricolore? Sì, ma con una differenza importante. Anzi, addirittura fondamentale.
Negli USA la benzina ''base'' ha un numero di ottano molto basso: 87, misurato però in base allo standard AKI, che equivale a circa 91-92 dei nostri RON.
La benzina premium USA ha tipicamente 91 ottani AKI, pari alla nostra benzina normale con i suoi 95 RON. Questo significa che tutte le auto che circolano sulle nostre strade sono già perfettamente a loro agio con la verde standard. Anche le più performanti.
E i prezzi? In Italia, la differenza tra una 95 ottani e una 100 ottani (come la Eni Blu Super o la Shell V-Power di un tempo) oscilla spesso tra i 15 e i 25 centesimi al litro.
Su un pieno da 50 litri, parliamo di circa 10 euro in più. Per un utente medio che fa 15.000 km l'anno con una percorrenza di 15 km/l, lo ''sfizio'' della 100 ottani costa circa 200 euro l'anno.
E se non la usi per girare in pista nei track day, dove con l'auto giusta un po' di differenza la senti, la benzina premium nel serbatoio serve solo a una cosa: a sgrassare il tuo portafoglio.



