Autore:
Paolo Sardi
Pubblicato il 19/12/2008 ore 16:10

ATTO CONCLUSIVO Mentre continua il conto alla rovescia per la chiusura della linea di montaggio della SLR Roadster, fissata per il prossimo mese di maggio, dal quartier generale Mercedes fanno sapere che la saga della loro supercar continuerà ancora un po', almeno fino a dicembre. Dal sodalizio con la McLaren nascerà infatti un'ultima serie a tiratura limitatissima di 75 esemplari destinati, per la bella cifra di 750.000 euro, ad altrettanti fortunati e fedeli - oltre che facoltosi - clienti già proprietari di una SLR. L'edizione che farà da proverbiale ciliegina sulla torta porterà il glorioso nome di Stirling Moss, il pilota inglese cui è legata a doppio filo la storia delle prime SLR, quelle che negli Anni 50 dominavano in lungo e in largo sulle strade della Targa Florio, del Tourist Trophy e della Mille Miglia, di cui proprio Moss detiene ancora il record, con il tempo di 10 ore, 7 minuti, e 48 secondi.

AI QUATTRO VENTI La SLR Stirling Moss porta alle estreme conseguenze lo sviluppo in chiave sportiva del progetto originario, declinandolo in una variante barchetta per veri puristi del genere. Il primo elemento distintivo è chiaramente l'assenza del tetto e del benché minimo accenno di parabrezza, con il pilota e l'eventuale passeggero sono esposti ai quattro venti. A guardar bene, però, si scoprono in fretta molti altri segni particolari. Per ottenere un'elevata deportanza con questa nuova sagoma, i tecnici hanno fatto gli straordinari in galleria del vento, da cui è uscita una carrozzeria che accentua in tradizionale disegno a freccia.

PENTOLE E COPERCHI Un ruolo fondamentale in tal senso lo gioca il cofano motore, che spiove dolcemente sulle ampie prese d'aria nere, il cui look viene poi replicato dalle griglie di ventilazione poste sopra il motore e alle spalle delle ruote anteriori. Sul fronte opposto, il cofano trova un elemento di continuità nella plancia, con l'interno che si fonde con la carrozzeria, sempre che non si montino i due coperchi di norma inseriti nel bagagliaio e che consentono di tenere l'abitacolo al riparo dalle intemperie, da occhi indiscreti e da mani troppo lunghe. Sarebbe in fondo un gran peccato se si rovinassero pellami pregiati, fibra di carbonio e alluminio o, peggio, che qualcuno prendesse come souvenir la targhetta che riproduce l'autografo di Moss e riporta il numero da 1 a 75 dell'esemplare.

SI FERMI CHI PUO' Il vero "tesoro" si nasconde però sotto il cofano e consiste nel possente motore V8 sovralimentato capace di erogare la bellezza di 650 cavalli. Quando questi ultimi si lanciano al galoppo, i 100 km/h si raggiungono in meno di 3,5 secondi e, francobollando l'acceleratore al pavimento, si possono raggiungere i 350 km/h, vento ovviamente permettendo. L'aria si dimostra però una buona alleata al momento di fermarsi viaggiando a velocità superiori ai 120 km/h, quando a supporto dell'azione dei dischi entra in funzione anche un aerofreno.


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