Pubblicato il 29/06/21

NUOVI GUAI Non fosse bastata la pandemia di coronavirus che lo scorso anno, nel pieno della sua diffusione, ha costretto mezzo mondo a fermarsi (letteralmente), con tutto quello che è derivato, l’industria dell’automobile sta affrontando un’altra, più inaspettata crisi: quella dei semiconduttori.

Crisi dei semiconduttori per Land Rover: Defender vista di 3/4 anteriore

POCHI CHIP L’origine del problema è sempre legato a ritardi e blocchi dovuti alla pandemia, sia nei siti produttivi che in quelli di logistica che si occupano di spedizioni. In alcune aree del pianeta il coronavirus è tutt’altro che sotto controllo, e la sua diffusione ha un impatto diretto sulla produzione di chip e componenti elettronici. Di fronte a quantità limitate, i produttori di microprocessori hanno preferito privilegiare l’elettronica di largo consumo (smartphone, tablet, console per videogiochi) rispetto ad altri settori.

Crisi dei semiconduttori per Land Rover: gli interni di Defender

STOP ALLA CATENA DI MONTAGGIO A farne le spese è (anche) l’industria dell’automobile, che mai come oggi ha fame di chip, sempre più diffusi e utilizzati per la gestione di tutta l’elettronica di bordo, dai sistemi di sicurezza ai sofisticati infotainment. Land Rover in particolare avrebbe sospeso le attività del sito produttivo di Nitra, in Slovacchia, da cui ogni anno escono circa 150mila tra Defender  (qui la nostra prova su strada) e Discovery.

Crisi dei semiconduttori per Land Rover: stop alla produzione di Defender

ATTESE PIÙ LUNGHE Un portavoce del gruppo Jaguar Land Rover ha assicurato che l’azienda sta lavorando a stretto contatto con i fornitori per ridurre al minimo l’impatto di questo stop sugli ordini e sui clienti, ma al momento non c’è una data in cui si prevede che possano riprendere le attività di Nitra. Prevedibile, a questo punto, un aumento dei tempi di attesa per la consegna delle vetture.

Crisi dei semiconduttori per Land Rover: stop alla produzione di Defender

E PER IL FUTURO? La cosa peggiore di tutta questa situazione, al di là dello specifico problema per Land Rover, è che non si delinea ancora all’orizzonte una possibile soluzione alla crisi dei semiconduttori. Non fatichiamo a immaginare che Land Rover sia solo la prima delle case automobilistiche a dover prendere decisioni analoghe. Vi terremo aggiornati.


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