Cosa fare

I pneumatici da trackday


Avatar di Andrea  Rapelli , il 19/07/14

7 anni fa - Per divertirsi in sicurezza

La pressione giusta è fondamentale. Ma non solo: ecco qualche trucco sui pneumatici da trackday da tenere sempre a mente prima (e dopo) la pista

SCENDIAMO IN PISTA Gli appassionati più sanguigni lo sanno bene: non c'è niente come una bella sessione di guida, con la propria auto, tra i cordoli di un circuito. Solo così si possono esplorare le reazioni del veicolo, prenderci confidenza, migliorarsi. E poi perché è lecito (anzi, indispensabile) spremere tutti i cavalli senza aver paura di ricevere a casa un bel servizio fotografico. Con praterie di fuga nel caso di eventuali errori. Per farlo, però, bisogna calzare i pneumatici giusti.

C'ERA UNA VOLTA Come chi ha qualche capello bianco in testa si ricorda, anni e anni fa si disputavano vere e proprie corse con le auto di tutti i giorni: dai rally alle competizioni in circuito, tanti erano i driver che si cimentavano in imprese a dir poco eroiche. Spesso con rudimentali pneumatici da usare solo sul campo di gara oppure particolarmente rigidi e rumorosi. Oggi, invece, esistono prodotti omologati per la circolazione stradale ma specificamente sviluppati anche per sopportare gli elevati carichi della guida in circuito. Al di là degli enormi progressi tecnologici, anche queste coperture vanno usate con un po' di sale in zucca.

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PRESSIONE Si gioca praticamente tutto, manco a dirlo, sul controllo della pressione. Arrivati in circuito dovreste sgonfiare i pneumatici, possibilmente dopo averli fatti raffreddare, a circa 0,4 bar sotto la pressione d'esercizio. Fissata, di norma, dai 1,7 ai 2 bar. Entrate in pista e portate gradualmente in temperatura sia l'auto, sia i pneumatici. Dopo circa 3-4 giri ad andatura crescente fermatevi in corsia box e controllate le pressioni, portandole al valore prescritto. Per alcune auto possono andar bene 1,7-1,8 bar, per altre 2. L'unico modo per scoprirlo è provare e sentire come risponde l'auto. Tenete ben presente che la differenza di temperatura tra pneumatico freddo e caldo corrisponde a circa 0,5 bar. In ogni caso, ogni 3-4 giri sarebbe bene fermarsi in pit-lane e controllare ancora le pressioni, oltre che far rifiatare un po' la meccanica e i freni.

VALVOLE E MANOMETRI Chiaramente, una corretta misurazione della pressione dipende pure dal tipo di manometro usato, che dev'essere ben tarato e di ottima qualità. Altro accorgimento utile, per azzerare anche le minime variazioni pressorie, è lo stelo della valvola in metallo anziché in gomma. Quest'ultimo materiale, infatti, può con il tempo diventare poroso e far fuoriuscire un po' d'aria. Il gonfiaggio ad azoto? Non è assolutamente necessario, a meno che la fonte d'aria utilizzata non sia troppo ricca di umidità.

TORNANDO A CASA Prima di uscire dal circuito, conviene riportare la pressione dei pneumatici vicina ai valori prescritti dal Costruttore del veicolo. E tenere bene a mente che i pochi intagli sul battistrada dei pneumatici da trackday richiedono, in caso di maltempo, uno stile di guida piuttosto cauto e conservativo. La mescola morbida, che massimizza la trazione su asfalto asciutto, è inoltre decisamente più sensibile al consumo: ecco perché i chilometraggi che riuscirete a percorrere con questo tipo di coperture saranno piuttosto ridotti. E influenzati, in gran parte, dalla quantità di giornate in pista sostenute. Rumorosità di rotolamento e consumi, infine, saranno sicuramente superiori se confrontati con quelli di quattro pneumatici... normali.


Pubblicato da Andrea Rapelli, 19/07/2014
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