In prova

Day by day Suzuki Swift 1.2


Avatar Redazionale , il 06/10/11

10 anni fa - Tre mesi con la Suzuki Swift 1.2 benzina

Un'estate con la compatta Suzuki, che, alle riconosciute qualità tecniche, aggiuinge bassi livelli dei consumi. Roba da lacrimuccia al momento dell'addio...

FINE PROVA Non fa mai piacere restituire un’auto, ma ce ne sono alcune che, quando se ne vanno, lasciano più amaro in bocca di altre. E’ il caso della Suzuki Swift, che abbiamo avuto in redazione per quasi tutta l’estate. Una compatta tuttofare che ha viaggiato in lungo e in largo per l’Italia ed è stata utilizzata molto come jolly per gli spostamenti cittadini di tutti i giorni. Un paio di anni fa avevamo già avuto modo di fare una "prova convivenza" con la vecchia versione, restando ben impressionati, ma anche con la nuova è stato sufficiente salirci a bordo per apprezzarla ancora di più.

CHI CE L’HA LO SA Bastano infatti pochi metri per capire che si è a contatto con un’auto fuori dal comune in molti aspetti. La prima qualità che mette in mostra è anche la più attraente per un automobilista di oggi: si percorrono chilometri su chilometri con la lancetta del serbatoio che si muove appena. La Swift consuma veramente poco, ed è una bella soddisfazione. La versione in prova montava il 1.2 litri benzina (94 cv, 118 Nm a 4800 giri, 165 km/h) ed era dotata anche del sistema Stop&Start, che nel suo piccolo ha contribuito a ridurre ulteriormente i consumi in città.

SU DI MORALE Al momento della restituzione, dopo aver utilizzato la Swift come auto di famiglia per quasi quattromila chilometri tra autostrada e città, il computer di bordo segnava un consumo medio di 6,7 l/100km, che sono quasi 15 km di percorrenza con un litro di benzina, sicuramente un ottimo risultato vista la potenza in gioco. In città il consumo è stato appena più alto ma sempre a livelli molto soddisfacenti: si arrivava ai 7,3 l/100 km (circa 14 km/l), che nel traffico di Milano, dove accelerate e frenate sono sempre intense; quando si va di fretta poche altre concorrenti riescono a imitarla. In autostrada, mantenendo sempre un’andatura vicina ai limiti massimi consentiti dal Codice, il consumo medio misurato tra un pieno e l’altro ha toccato i 17,5 km/l, valori che risollevano il morale.

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COCCOLE GIAPPONESI Non c’è dubbio che frequentare poco i benzinai sia un ottimo biglietto da visita per una cittadina ma per la Swift non è nemmeno l’unico. Un altro motivo di soddisfazione è sicuramente la percezione di qualità che si respira una volta a bordo. Dai materiali utilizzati per i rivestimenti al comfort, passando per tanti piccoli particolari, si nota subito come la Casa ci tenga a coccolare i propri clienti. Bastano alcuni dettagli per rendersene conto, come la retroilluminazione della punta delle lancette degli strumenti che aiuta a leggere meglio i valori raggiunti, oppure il clank secco da vettura sportiva che accompagna ogni cambiata. Per non dire della precisione del cambio, a prova di errore.

MANCA LA SESTA Sul cambio in verità un appunto ci sarebbe: quando si viaggia in autostrada le cinque marce del cambio, anche se ben rapportate, sono poche e si sente la mancanza di una sesta marcia che riduca un po’ i giri del motore con benefici ulteriori a comfort e consumi. Non che il rumore del motore che gira alto sia particolarmente fastidioso, il silenzio a bordo è un’altra delle prerogative della Swift, ma quando si superano i 3500 giri si fa sentire anche lui. In città, invece, complici sospensioni ben tarate per livellare anche strade rattoppate alla meglio come quelle milanesi, è tutto più ovattato.

COSA MANCA Il 1.2 non ha una vera vocazione sportiva. La potenza massima si raggiunge a 6000 giri, mentre per disporre della coppia massima si deve arrivare a 4.800 giri, e con 94 cv e 118 Nm come valori massimi in città non c’è troppo da fare gli spavaldi. Per chi ha il piede pesante arriverà tra poco la versione Sport che soddisferà anche queste esigenze: la nostra prova su strada è prevista per la fine di ottobre. Tuttavia, al 1.2 Suzuki l’elasticità non manca e le riprese anche regimi più bassi sono accettabili per una guida nel traffico senza dover lavorare continuamente col cambio. Le marce sono ben rapportate e, anche se non si possono pretendere ripartenze da scattista, la Swift se la cava sempre egregiamente. In autostrada serve invece un po’ di lancio ma poi si tengono senza problemi velocità di crociera a 130 km/h a un regime di 3.500 giri circa, che per un motore a benzina non sono molti.

PIU’ SPAZIO PER TUTTI L’aumento delle dimensioni rispetto al modello precedente (5 cm di passo e 9 cm in lunghezza lasciando quasi invariata la larghezza) regala più spazio e più comfort soprattutto a chi viaggia dietro che, anche se di statura un po’ più alta della media, può tenere le gambe alla giusta distanza dai sedili anteriori. La soglia di carico alta limita invece la praticità del bagagliaio, lasciando comunque 211 litri a disposizione (sufficienti a caricarci un paio di borse da week end) che diventano 528 abbattendo gli schienali dei sedili posteriori (misurati all'altezza della cappelliera).

DI TUTTO, DI PIU’ Alla nostra Swift comunque non mancava praticamente nulla per soddisfare anche i palati più raffinati. Tolto il tettuccio apribile (assente), si poteva contare su climatizzatore, radio, vetri elettrici, chiave elettronica con telecomando, presa Usb, Bluetooth, volante in pelle regolabile in altezza e profondità, portaoggetti sulla console centrale, tasche laterali, vari vani di appoggio per cellulari, biglietti e spiccioli, poggiatesta per tutti, sedile guida regolabile in altezza, vetri posteriori oscurati, apertura elettromagnetica del portellone, luce nel bagagliaio, retrovisori esterni regolabili elettricamente e riscaldati, cruise control, sensore luci, senza dimenticare lo Start&Stop, che spegne il motore appena si mette in folle con il piede sul freno e riprende senza la minima vibrazione.

COSTA, MA VALE Gratificante anche la dotazione di sicurezza, a cominciare dai doppi airbag anteriori, airbag per ginocchia guidatore, airbag laterali a anteriori a tendina, Esp, pedaliera collassabile, pretensionatori. Così allestita la Swift costa 15.000 euro, che non sono pochi, ma è come disporre di una piccola ammiraglia, curata anche nella qualità dei tessuti e dei materiali interni. Tutte coccole che unite a un assetto non troppo morbido delle sospensioni trasmettono piacere e sicurezza alla guida senza togliere agilità alla vettura, che è un altro dei punti forti della Swift.


Pubblicato da Gilberto Milano, 06/10/2011
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