Pubblicato il 23/12/2019 ore 14:40

RAFFINATEZZA GIAPPONESE Mazda CX-30 è un SUV di medie dimensioni buono per la città, che non disdegna le scampagnate fuori porta. Non si tratta del tipico crossover dalle forme squadrate, dalla carrozzeria rigonfia e rialzata, ma di un vero e proprio concentrato di stile ed eleganza, progettato da mani sapienti. I suoi interni raffinati, gli assemblaggi curati e il design originale dimostrano che, molto spesso, non è necessario sborsare somme esagerate, scomodando marchi blasonati, per trovare qualità premium. L'ho provato in un test-drive di 1.300 km, per valutarne pregi e difetti. Ecco com’è andata.

STILE KODO Il design è ciò che davvero distingue la nuova Mazda CX-30 dalla massa. Le sue curve delicate e il frontale spiovente e affusolato, le danno un tocco di unicità. Tutto merito del linguaggio stilistico Kodo, portato al debutto sulla berlina Mazda 3 e ripreso, con successo, proprio su CX-30. Ciò che davvero mi colpisce è il cofano, piatto e allungato: si prolunga verso la grande griglia anteriore, ai lati della quale spiccano i fari adattivi full-LED a matrice. Sottili e affusolati, si incastonano all’interno della carrozzeria e danno alla CX-30 uno sguardo accigliato, che mi ricorda quello del falco pellegrino - Haybusa in giapponese - che vola a 300 km/h. La tinta metallizzata Machine Grey da 1.000 euro, realizzata con tecniche di verniciatura avanzate, ricrea profondità e lucentezze pregevoli, calamite per gli occhi di passanti e curiosi.

Mazda CX-30: dettaglio anteriore

LINEE FILANTI Nel complesso le linee della giapponese sono armoniose e filanti: sulle fiancate, prive di nervature, si notano i grandi passaruota in plastica che contornano la parte inferiore della carrozzeria. Unico dettaglio spartano e vistoso in un quadro di  grande eleganza. Il posteriore è netto e squadrato, il frontale lungo sposta lo sguardo verso il retro dell’auto, che appare così compatto e voluminoso. Il tetto spiovente ricorda poi quello dei SUV coupé. Sotto il paraurti sono collocati, infine, i terminali di scarico sdoppiati, un pizzico di sportività che ben si sposa con i cerchi in lega leggera da 18”.

DIMENSIONI Con i suoi 4,39 metri di lunghezza, 1,79 metri di larghezza e un’altezza di un metro e mezzo, Mazda CX-30 si colloca a metà fra il B-SUV Mazda CX-3 e la più grande Mazda CX-5. In effetti i 15 cm in meno rispetto CX-5 tornano davvero utili quando si tratta di muoversi in spazi ristretti, nel traffico cittadino e nei parcheggi. In medio stat virtus, recita un celebre motto latino, una massima che ben si addice a questo crossover compatto, nato sulla stessa piattaforma di Mazda 3. Nella mia prova di circa 3 settimane sono riuscito a districarmi quasi senza problemi nella “giungla” milanese. Certo non si tratta di una city-car, tuttavia con un po' di attenzione e con l’aiuto dei sensori e della telecamera, parcheggiare diventa quasi piacevole.

SALOTTO BUONO A un’estetica raffinata si abbinano interni pregiati e ben rifiniti. L’allestimento Exclusive in prova si distingue per i rivestimenti a contrasto in pelle bicolor: nera per i sedili, marrone per la palpebra superiore della plancia. Al volante di CX-30 percepisco fin da subito la qualità dei materiali scelti. Tanta la pelle, poca la plastica, con zero scricchiolii durante la guida. I sedili sono comodi e avvolgenti, quello del guidatore si regola elettricamente e dispone di due pulsanti di memoria, mentre il passeggero utilizza le leve di regolazione manuale. La console centrale è ampia e ben progettata.

Mazda CX-40: dettaglio degli interni

ANALOGICO & DIGITALE Sulla plancia ci sono solo i comandi del climatizzatore, poco sopra invece è alloggiato il display multimediale, che si comanda direttamente dal manopolone sul tunnel centrale, che permette di passare in rassegna le diverse voci del menù. Bello il cruscotto, con un mix equilibrato fra analogico e digitale, in controtendenza rispetto a molte concorrenti del segmento, dove i display LCD hanno ormai preso il sopravvento. Convincente l’impianto stereo surround di Bose. Complice un’insonorizzazione dell’abitacolo eccellente, gli altoparlanti emettono suoni corposi e nitidi, una caratteristica che apprezzo quando pompo sui bassi.

ABITABILITÁ Seduti sul divanetto posteriore c’è spazio a sufficienza per tre persone, anche se il pavimento rialzato toglie spazio a un terzo occupante. L’abitacolo è comunque ben studiato, con diversi alloggiamenti per svuotare le tasche. Al posteriore niente prese di ricarica per lo smartphone, l’unica si trova sul fondo del vano portaoggetti nel tunnel centrale, dove è posizionato un tappetino di ricarica a induzione. Per quanto riguarda la capacità di carico, Mazda MX-30 può contare su un volume che spazia dai 430 litri ai 1.406 litri con sedili abbattuti. Tuttavia se optate per l’impianto audio Bose, come per il modello in prova, la capienza scende a 422/1.398 litri. Il vano ha comunque una forma molto regolare, peccato per il piccolo scalino all’imboccatura e per il leggero dislivello che si crea con i sedili abbattuti. Quest’ultimo potrebbe infatti rendere difficile alloggiare gli oggetti più lunghi.

Mazda CX-30 dettaglio del bagagliaio

BENZINA ASPIRATO Sotto il cofano di Mazda CX-30 scalpita lo Skyactiv-G 2.0L Mild Hybrid benzina da 122 CV a 6.000 giri e 213 Nm di coppia massima a 4.000 giri. Si tratta di un motore aspirato in grado di toccare una velocità massima di 186 km/h, con uno 0-100 km/h coperto in 10,6 secondi. Al propulsore è abbinato un sistema che sfrutta un piccolo motore elettrico a 24 V, per aiutare il motore termico nelle ripartenze e nelle fasi di massimo impegno, e per recuperare l’energia in frenata con il sistema i-stop. Lo scatto non è di quelli che incolla al sedile - è una motorizzazione studiata per l'efficienza più che per le prestazioni - ma il motore resta comunque elastico nelle riprese ha una silenziosità che mi ha davvero colpito, complice l’ottimo lavoro d’insonorizzazione fatto per l'abitacolo. Questa versione inoltre spegne una coppia di cilindri quando si guida a velocità costante: un unteriore aiuto a ridurre i consumi. Il cambio è manuale a sei marce, fluido e preciso negli innesti, mentre la trazione resta anteriore. Lo sterzo è nel complesso leggero, con un raggio di manovra ridotto: molto utile negli spazi stretti.

QUESTIONE CONSUMI Nella mia prova, fatta di tanta autostrada e un po' di urbano per raggiungere l’ufficio, ho fatto segnare un consumo medio di 7,8 l/100 km. Un valore che si attesta sui 6,6 l/100 km viaggiando a 130 km/h in autostrada. Questo mi ha permesso di arrivare in riserva (il serbatoio di benzina ha una capienza di 51 litri) in poco meno di 7 giorni.

Mazda CX-30: dettaglio del motore

ALLESTIMENTI E PREZZI Mazda CX-30 in allestimento entry level Evolve, attacca a 24.470 euro, mentre la versione in prova, in allestimento Exclusive, quello top, per intenderci, parte da 30.050 euro chiavi in mano. La versione Exclusive è nel complesso un pacchetto completo, che dispone di serie di: cerchi in lega da 18”, impianto stereo Bose Surround Sound System 12 altoparlanti, sedili anteriori regolabili elettricamente e riscaldabili. I sistemi ADAS si avvalgono di: cruise control adattivo, rilevatore stanchezza, lane & keep assist, hill hold assist, frenata intelligente e riconoscimento della segnaletica stradale. Konnichiwa!

MAZDA CX-30 EXCLUSIVE SKYACTIV-G: LA SCHEDA TECNICA 

  • Motore: 1.998 cc, 4 cilindri benzina aspirato
  • Potenza: 122 CV a 6.000 giri
  • Coppia: 213 Nm a 4.000 giri
  • Cambio: manuale 6 rapporti
  • Trazione: anteriore
  • Velocità massima: 186 km/h; da 0 a 100 km/h 10,6 secondi
  • Consumo dichiarato: 5,1 l/100 km (19,6 km/l)
  • Dimensioni: 4,39 x 1,79 x 1,50 m
  • Massa a vuoto: 1.320  kg
  • Capacità bagagliaio: da 422 a 1.398 litri
  • Prezzo: da 24.470 euro

TAGS: mazda mazda cx-30 prova mazda cx 30 mazda cx 30 benzina