BELLA E POSSIBILE Nuova Mazda 3 è la vettura che ha portato all’esordio l’inedito corso stilistico della Casa giapponese, frutto della filosofia – Kodo Design e Jinba Ittai – volta a esaltare design e piacere di stare a bordo. Preferisco non dilungarmi su dove e come sia scaturito questo stile tanto ricercato, ma così moderno, perché ne abbiamo già parlato (qui, il link). Sappiate che il risultato, visto da vicino e toccato con mano è di notevole impatto. Ma vediamola e guidiamola insieme questa hatchback di segmento C. È sufficiente un’occhiata per farsi idea dello stile di nuova Mazda 3, tanto di continuità, quanto evoluto rispetto al modello uscito di scena. Balza all’occhio la pulizia complessiva, mi piace il frontale, con i sottili proiettori a Led, la calandra nera con effetto 3D e il suo profilo lucido che ne esalta il look sportivo. Il padiglione raccorda il muso e la coda per un equilibrio di proporzioni che non è perfetto – così slanciato davanti, così muscoloso dietro – ma piacevole. La porzione posteriore è quella che identifica di più la Mazda 3. Robusta, grazie alla linea di cintura, che sale verso il lunotto per chiudere nel montante C e ai fianchi massicci, con gli archi passaruota belli larghi, che quasi abbracciano le ruote da 18”. Lo stile si sviluppa intorno all’assenza di profili, la lamiera è liscia e modellata in modo da creare giochi di luce e riflessi originali. Con la carrozzeria tirata a lucido, la Mazda 3 fa una scena impeccabile, e non è un invito per andare all’autolavaggio…

Mazda 3 Skyactiv-D: stile moderno e piacevoleMORDE LA CODA ALLE PREMIUM Entro in abitacolo e percepisco le medesime sensazioni. Apprezzo subito lo sforzo di offrire un prodotto nuovo e di qualità, un gradino sopra i competitor giapponesi, ma la sfida per Mazda è di superare anche i rivali europei, Audi, BMW e Mercedes, innanzitutto. Però parto dai difetti, o meglio, dal difetto. Dietro, trovo ci sia un po’ meno spazio per la testa dei passeggeri rispetto a concorrenti come Ford Focus, Opel Astra e Renault Mégane: più corte di una manciata di cm (la Mazda 3 è lunga 4,46 metri) ma senza quel taglio a scendere del padiglione, che ruba qualche centimetro in favore dello stile. Tolto questo sassolino dalla scarpa, mi concentro sul resto. I sedili, per esempio – sulla versione Exclusive sono riscaldabili, rivestiti di pelle, e quello del guidatore è regolabile elettricamente con due opzioni di memoria – sono confortevoli e accolgono bene gambe e busto. Trovare la giusta posizione di guida non è un problema. Davanti a me c’è una strumentazione chiara e ricca di informazioni. Il volante è una sorta di centro di comando perché sulle razze ci sono i pulsanti per agire su radio e telefono, ma anche per gestire il cruise control adattivo.

SCHERMO CENTRALE A COLORI Non manca il display a centro plancia da 8,8", che non è di tipo touch, ma dal quale si comanda il sistema infotainment, compreso il navigatore 3D. Devo fare un po’ di pratica con la rotella sul tunnel centrale per interagire con i menù, ma ci vuole poco e li padroneggio senza difficoltà. Trovo una soluzione apprezzabile quella di non affidarsi a schermi tattili, molto avanzati ma non così amichevoli per gestire la macchina. Preferisco toccare il comando per alzare il volume o abbassare la temperatura in abitacolo: risposta immediata, zero disattenzioni, sicurezza ok. La nuova Mazda 3 è bella anche dentro: mi piace la plancia, lineare e con la parte superiore che si appoggia virtualmente a quella inferiore, dinanzi al passeggero. Poi, la tocchi e ne apprezzi la morbidezza: niente plastica dura, ma un filo di gomma piuma all'interno che ne esalta la delicatezza. Belli i profili cromati, come le finiture che impreziosiscono l’abitacolo.

Mazda 3 Skyactiv-D: eleganza e qualità anche in abitacolo

DIETRO MEGLIO IN DUE Alla prova pratica, lo spazio per il terzo è un po’ risicato, sia per la testa sia per busto e gambe. Meglio un week-end in quattro piuttosto che in cinque. Anche perché il bagagliaio non è una piazza d’armi, ha un perimetro lineare ma non è un mostro di capienza (358/1.026 litri). Detto questo, non si può che apprezzare il gusto di vivere questa Mazda 3 nel suo corretto bilanciamento fra moderato lusso, comfort e piacere di guida. La versione top di gamma Exclusive, poi, ha una dotazione completa di accessori per la sicurezza come il monitoraggio dell’angolo cieco BSM, il controllo del traffico posteriore RCTA, il mantenimento della corsia di marcia e l’avviso di fuoriuscita involontaria dalla carreggiata LDWS+LAS, il riconoscimento dei segnali stradali TSR, il controllo dell’attenzione del guidatore DAA e il cruise control adattivo MRCC.

MOTORE ELASTICO E REATTIVO Ma è proprio sul piacere di guida che mi soffermerei adesso, perché la Mazda 3 ha un autotelaio efficace anche se il motore, il milleotto diesel Skyactiv-D da 116 CV di potenza e 270 Nm di coppia, che non è un drago per prestazioni. Però è flessibile: riprende in scioltezza da 1.500 giri, per bussare alla porta dei 5.500 senza una lamentela. Non posso insistere oltre, perché le prestazioni si piallano un po’, ma ne ho più che a sufficienza per divertirmi, pur senza esagerare. Complici l’assetto azzeccato e la trasmissione con cambio manuale a sei marce (che cambio! Ma ne parlo dopo), mi trovo fra le mani una macchina reattiva e sicura, che infonde un bel gusto nella guida più tranquilla in città come fuori dal cerchio urbano.

SE IL FONDO È IMPERFETTO Mi concentro sulla città e trovo subito che l’asfalto rovinato, il pavé e i dossi artificiali sparsi qua e là non creano eccessivo disagio né alla vettura né ai passeggeri. Le sollecitazioni sono contenute e il fondoschiena è meno stressato. Solo dietro si può percepire qualche scuotimento in più perché l’asse torcente non soffoca del tutto ogni colpo, ma si tratta di situazioni limite, per esempio affrontando i piccoli ostacoli a velocità eccessiva.

Mazda 3 Skyactiv-D: piacere di guidareCHE SORPRESA FUORI CITTÀ Abbandono il noioso (direi molesto…) tragitto casa/lavoro/scuola dei figli per buttare finalmente le ruote su una strada libera dal traffico. Aumento un po’ il ritmo e la macchina mi segue, pur senza impressionarmi per potenza – ho già detto che 116 CV non sono molti – poiché la coppia è ben distribuita, per una spinta vivace e sfruttabile. Esco da un tornante con una marcia in più e se per sbaglio non scalo, ci pensa il motore a tirarmi fuori senza brontolare. Ma con quella leva così corta e ben contrastata è un piacere, quasi un divertimento, mettere mano al cambio per inserire o scalare una marcia. L’assetto è un altro jolly che si gioca la Mazda 3. Non è piatto – non deve esserlo – ma rollìo e beccheggio sono ridotti e la giapponese sfodera un bel caratterino sotto questo aspetto. Lo sterzo è abbastanza diretto per interpretare bene tutte le indicazioni del conducente. Se non forzo la mano (il piede destro…), non c’è pericolo di uscire troppo largo da una curva e, nel caso, i sistemi di sicurezza attiva, in primis l’ESP, tengono a bada qualsiasi reazione anomala.

CONSUMI E PREZZI Ma è già ora di tornare verso casa, Niccolò e Federico (i figli a scuola…) mi aspettano per la lezione di tennis. Faccio in tempo a buttare l’occhio sul computer di bordo: indica un consumo medio di 5,8 litri/100 km (17,2 km/l) fuori città, che diventano 6,4 litri/100 km (15,6 km/l) una volta tornato fra semafori e incroci. Niente male anche sotto questo aspetto. L’unico tono di grigio viene dal prezzo, perché questa versione Exclusive costa 29.800 euro al netto delle promozioni. Una cifra non elevata in assoluto poiché la dotazione di accessori è molto completa, ma che può aumentare scegliendo il cambio automatico (2.000 euro) o i rivestimenti in pelle rossa anziché nera (500 euro) oppure la pregiata verniciatura Soul Red Crystal (1.200 euro) come la vettura di questo day by day.      


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