Autore:
Andrea Rapelli

FIL ROUGE La moquette rossa che riveste il pavimento, la strumentazione stracolma di indicatori e la plancia snella indicano che siete su una macchina degli anni 80. Così come i montanti, tremendamente sottili, la posizione di guida poco regolabile, i comandi minimalisti. La devi prendere com'è, la GTI, perché lei non è certo disposta ad addolcirsi. Girata la chiavetta, il 1.900 si avvia con un rumore cupo e sommesso. A bassa velocità, sembra la 205 della nonna: lo sterzo, non servoassistito, è pesante, il cambio un po' impreciso. Ma appena trovate una strada secondaria e affondate l'acceleratore, ecco, lì capirete di essere alla guida di qualcosa di speciale.

AGILE, ADATTABILE E NERVOSA Indubbiamente, ci sono frammenti di genialità nella dinamica della 205 GTI. Primo perché comunica sempre, in qualsiasi momento, cosa accade sotto le ruote. Poi perché è agile nell'entrare in curva, grazie all'ottimo telaio e alle buone caratteristiche dello sterzo. Occhio solo a darci dentro, perché si ha sempre l'impressione che, messo alla strette, il retrotreno della GTI faccia del suo meglio per complicarvi la vita. Dovesse succedervi, controsterzo pronto e giù il pedale del gas: facile, almeno a parole. Ma è proprio quest'anima malandrina che fa innamorare. Con un telaio così cristallino e genuino, ci si dimentica quasi del motore, che pure spinge con un certo vigore fino a quasi 7.000 giri e regala una colonna sonora secca e metallica. Per riassaporare tutto il buono degli Anni 80, la guida schietta e senza filtri, la macchina del tempo perfetta è servita.


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