Stile cubista, ora un po' più smussato. La citycar dalle forme spigolose arriva in Giappone alla sua seconda generazione. Tornerà anche in Europa la Daihatsu Move?
SPIGLOLI VIVI “Famola strana” è diventato un po’ il motto di fabbrica Daihatsu, visti i modelli che si sono susseguiti negli anni. E a suo tempo, quando la Daihatsu Move apparve per la prima volta, “strano” era sinonimo “cubico”, talmente erano rare in Europa (oggi un po’ meno) le auto a forma di scatolotto tanto care ai Giapponesi. Auto che, nel frattempo, hanno procreato diverse generazioni: questa, della Move, si appresta a diventare la seconda.
MOTORE PICCOLO Rispetto alle origini ha smussato qualche spigolo, ma il DNA rimane lo stesso: con un design più filante, l'aggiunta di uno spoilerino posteriore e un ampio portellone affiancato da luci che si sviluppano in verticale. La Move appartiene al genere delle cosiddette keicar, piccole vetture che grazie alle loro dimensioni contenute (la Move è lunga 3.40 metri) e la facilità di parcheggio godono di tariffe assicurative più basse. All’economia di esercizio contribuisce anche un motore benzina di cilindrata molto piccola, 660 cc, e il sistema start&stop, che accoppiati al cambio CVT ridurrebbero i consumi – stando a quanto dichiara la Casa – a soli 3,6 litri ogni 100 km. Un piccolo contributo lo dà pure il peso del mezzo, ridotto di 35 chili rispetto alla precedente generazione.
ALTRI PIANETI A differenza della sua progenitrice, che nel nostro mercato è effettivamente arrivata e ha dato vita ad alcune varianti come la Latte e la Custom, la nuova Daihatsu Move non sembra per il momento destinata a sbarcare in Europa. In Giappone invece sono già partite le vendite, con prezzi compresi tra i 9.680 euro e i 12.460 euro. Una versione più modaiola, leggermente più cara, viene venduta col nome di Move Custom.
Dal calcio al basket, gli sport gli scorrono nel sangue dalla nascita, ma è solo quando è approdato a MotorBox che ha cominciato ad appassionarsi al mondo dei motori, fino a diventarne fine conoscitore. Stile asciutto e incisivo, grande senso critico, notevole presenza in video, Luca sa inquadrare con rara chiarezza le auto che prova, senza perdere di vista scenari e tendenze. Dopo quasi 12 anni ha lasciato la banda di MotorBox per affrontare nuove sfide, lasciandoci in eredità una produzione di articoli al top per quantità e qualità. Le supercar? Belle, ma la Ignis...























