Autore:
Paolo Sardi

AVANTI TUTTA Accontentarsi non è nello stile della Lamborghini. E così, pur continuando a riscuotere un gran successo con il modello attuale, ha portato a Ginevra una nuova versione della Gallardo, rivista nell'estetica e più prestante che mai. L'obiettivo è chiaro: cavalcare l'onda e fare più della "piccola" di Casa la più venduta Lambo di sempre, primato che è già suo con circa 7.100 esemplari costruiti dal 2003 a oggi.

CRITTOGRAFIA La nuova versione si chiama LP 560-4, sigla criptica ma solo a prima vista. Come ben sa chi è addentro alle cose di Sant'Agata Bolognese, LP sta infatti per longitudinale posteriore, e si riferisce al motore centrale, 560 quantifica i cavalli e 4 è il numero delle ruote motrici. Quello che la sigla non dice è invece che a erogare questa potenza è un motore nuovo, e che inedita è per molti versi anche la carrozzeria.

MISTER Y Le proporzioni tra i volumi restano quelle cattivissime di sempre, con linee tese e tagli geometrici. Rispetto alle "comuni" Gallardo, la LP 560-4 sfoggia però un frontale più basso e grintoso, complici le prese d'aria maggiorate e lo spoiler più affilato. Anche i fari bixeno hanno uno sguardo diverso e sono integrati daluci di posizione composte quindici Led che disegnano una Y. Le luci di coda ripropongono tre volte ciascuna lo stesso motivo, sottolineate da una nuova griglia che attraversa da parte a parte lo specchio di poppa. Nella zona posteriore si fa fatica a non soffermarsi sui terminali di scarico e sul nuovo estrattore, che dà sfogo all'aria che passa sotto il fondo piatto. Grazie anche allo spoiler che esce automaticamente dalla coda una volta raggiunti i 120 km/h, la LP vede nel complesso l'efficienza aerodinamica migliorare del 31%.

CORRE MA BEVE POCO Sempre in tema di percentuali, colpisce la riduzione del 18% dei consumi e delle emissioni nocive ottenuti dal nuovo motore 5.2, alla faccia di prestazioni sempre più mozzafiato. Caratterizzato dall'ormai classico schema a V di 90 gradi, questo dieci cilindri eroga la bellezza di 560 cv a 8.000 giri (40 cv in più rispetto al V10 5.0), con un picco di coppia di 540 Nm a 6.500 giri. Il tutto a fronte di un consumo medio di 13,7 litri per 100 km, pari a una percorrenza di 7,3 km/litro. Questo risultato è reso possibile grazie soprattutto all'accurata messa a punto del sistema di Iniezione Diretta Stratificata e alla presenza della fasatura variabile su tutti gli alberi a camme. Gli ingegneri hanno lavorato molto anche per ridurre gli attriti e risparmiare peso con un basamento in alluminio ipereutettico in cui sono già ricavate le canne dei cilindri.

PRONTI? VIA! Appagata la coscienza ecologica, dopo il dovere veniamo al piacere. Questa Gallardo scatta da 0 a 100 in soli 3,7 secondi, insistendo raggiunge i 200 in 11,8 secondi e dando fondo a tutte le energie meccaniche tocca i 325 km/h. Simili prestazioni sono ottenute per merito anche dell'efficienza del reparto trasmissione. Due i cambi disponibili, un manuale a sei marce e il robotizzato e-gear, ottimizzato nel software, reso più rapido nelle cambiate e dotato del programma Thrust Mode, una sorta di launch control che gestisce al meglio tutti i parametri in partenza, chiedendo al pilota solo di affondare il piede destro.

SCHELETRO D'ALLUMINIO La trazione, come detto, è integrale permanente con giunto viscoso. Di norma il 30% della coppia motrice è inviato alle ruote davanti (con pneumatici 235/35-19) e il 70% a quelle dietro (gommate 295/30-19). Tra queste ultime opera un differenziale meccanico autobloccante al 45%, mentre all'anteriore è l'elettronica a vigilare sul differenziale. L'ossatura della Gallardo rimane quella di sempre, con un raffinato telaio in alluminio realizzato con la tecnologia Space Frame e con il peso (1.410 kg) ripartito secondo il rapporto 43:57. Nuovi sono invece i bracci delle sospensioni, che regalano una geometria diversa e, con la complicità di molle e ammortizzatori rivisti, promettono miglioramenti sul fronte della motricità e della guidabilità. Anche nel reparto freni si segnalano novità, con l'arrivo di un impianto Brembo con dischi da 365 mm e 356 mm caratterizzati da un più efficace sistema di ventilazione.

A PIACERE L'abitacolo si rifà a sua volta leggermente il trucco, con una nuova grafica per gli strumenti e un pannello di foggia inedita sulla consolle centrale, tra i comandi del Lamborghini Multimedia System e del climatizzatore automatico bizona. Quanto ai sedili, dominano la scena Alcantara e pelle, proposti in molteplici variante di colore. Da questo punto di vista, però, la scelta è praticamente infinita, poiché anche la LP 560-4 può essere confezionata su misura con il programma di personalizzazione AdPersonam.

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