Autore:
Paolo Sardi

PROMOSSA SUL CAMPO Dopo quasi cinque anni di onorato servizio, per la Doblò è tempo di una promozione. La divisa da lavoro indossata sino a oggi finisce appesa nell'armadietto. Per la sua multispazio la Fiat ha pensato a qualcosa di diverso, a una più intensa vita sociale e ha studiato un look più elegante e signorile, certamente più adatto a questo nuovo ruolo.

VOLTO (SEMI)NUOVO

Le novità per il model year 2006 si concentrano nel frontale. Dal muso scompare la calandra tondeggiante e tagliata a metà da un grosso listello orizzontale che richiamava i gloriosi camion Fiat 650 degli Anni 60. Una somiglianza evidente soprattutto con la finitura metallica della versione Malibù, che era pronta a partecipare a un remake del film "Il bestione". Nella nuova edizione, spazio invece a un più moderno scollo a V, una forma alla moda anche se un po' inflazionata e che, soprattutto, fa molto Volkswagen.

SETTIMAMA ENIGMISTICA

Somiglianze a parte, il look è più pulito, con un'aria acqua e sapone. Su tutto dominano i grossi fari, sottolineati da un paraurti quanto mai esteso, che trova continuità nelle modanature laterali a loro volta più carnose che in passato. I passaruota sono sognati da un tratto curvo, che crea una specie di S con il bordo inferiore dei finestrini anteriori. Nella seconda parte della fiancata e in coda si tiene invece il tradizionale festival dello spigolo, con incroci di linee degne di un cruciverba.

PICCOLA SHERPA

Leggeri interventi si notano pure in coda, dove cambia la grafica delle luci, mentre le dimensioni generali non variano di molto: lunghezza, larghezza e altezza sono nell'ordine di 425, 172 e 181 cm. Anche nell'abitacolo la Doblò imbocca il sentiero della continuità. La plancia mantiene la comoda impostazione di sempre, con la leva del cambio in posizione rialzata centrale e un ampia tasca portaoggetti davanti al passeggero anteriore, che fa il paio con la mensola montata sul padiglione in stile aeronautico. Il bagagliaio è una vera piazza d'armi. In condizioni normali e con cinque persone a bordo, il piano di carico di carico misura 119 cm per 122, per un volume utile di 750 litri pronti a diventare 3.000 quando si viaggia in due.

CINQUINA!

A livello di motori, la Doblò offre cinque alternative. La motorizzazione d'accesso è un 1.400 a benzina da 77 cv che assicura una velocità massima di 148 km/h con un consumo medio di 7,4 litri ogni 100 km. I turbodiesel sono tre. Apre le danze il piccolo Multijet 1.3 in configurazione da 85 cv che si accontenta di 5,5 litri ogni 100 km e che può portare la Doblò fino a 156 km/h. In posizione intermedia c'è il Multijet 1.9 da 105 cv che sorseggia mediamente 5,8 litri e ha una punta velocistica di 164 km/h. Il top delle prestazioni, 177 km/h, si ha con il Multijet 1.9 da 120 cv che alza un po' più il gomito, bevendo sulla canonica distanza 6,1 litri di gasolio. Chiude il quintetto a mo' di ciliegina sulla torta il 1.600 da 103 cv a doppia alimentazione. A benzina tocca i 163 km/h e consuma 9,2 litri ogni 100 km, mentre a metano la velocità è di 154 km/h con un fabbisogno medio di 6,3 kg di gas.

ACTUAL, ACTIVE,

Gli allestimenti disponibili sono quattro, tutti accomunati da una dotazione piuttosto essenziale. Quello base si chiama Actual. Ottenibile con i motori 1.4 e Multijet 1.3, si riconosce a prima vista per la presenza due ante ad armadio il luogo del portellone e ha di serie giusto il servosterzo e l'airbag lato guida. Lo step successivo è l'Active, abbinabile a tutti e cinque i motori, che guadagna le cornici delle luci in tinta con la carrozzeria e il portellone posteriore. Della sua dotazione standard fanno parte anche gli alzacristalli, la chiusura centralizzata con telecomando, l'airbag passeggero e il volante regolabile in altezza.

FAMILY E DYAMIC

Per chi viaggia in compagnia numerosa c'è la soluzione Family, che può fare coppia con il motore 1.4 e con i Multijet 1.3 e 1.9 120 cv. Con due porte laterali scorrevoli, il sedile di guida regolabile in altezza, i fendinebbia, il divano diviso in tre e una panchetta posteriore ripiegabile e asportabile, permette all'occorrenza di far salire a sette il numero dei posti. La versione più lussuosa è invece la Dynamic, declinata con i tre turbodiesel e con il 1.400 a benzina e caratterizzata dal climatizzatore e dai paraurti in tinta.

A OGNUNO IL SUO

E proposito di tinte, un capitolo a parte lo meritano infine i colori, anche in questa occasione battezzati in modo bizzarro dagli uomini Fiat con nomi capaci di strappare un sorriso come anche di bollare una tipologia di acquirente. Per i playboy incalliti la scelta del Grigio Bel Tenebroso è per esempio obbligata, da non confondersi assolutamente con il Grigio Cattivo Carattere, pena la fuga di ogni spasimante. Per gli adulteri rei confessi si consiglia invece il Nero Coscienza Sporca, mentre a quelli che sinora l'hanno fatta franca spetta di diritto un bel Rosso Faccia da Schiaffi. Per le tassiste non c'è alcuno scampo, a loro toccano per forza il Bianco Santarellina e le battutacce dei colleghi. Per tutti gli altri c'è l'imbarazzo della scelta: sulla tavolozza ci sono anche Blu Sicuro, Rosso Furioso, Blu Avventuroso, Verde Soddisfatto, Azzurro Frizzante, Sabbia Concreto e Arancio Egocentrico.

 


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