Autore:
Simone Valtieri e Danilo Chissalé

CASCO AL CHIODO A circa un mese dal suo 37° compleanno, Marco Melandri ha annunciato l'addio alle competizioni. L'ha fatto oggi pomeriggio da Milano, nel corso di una conferenza stampa annunciata solamente nella giornata di ieri, che si è tenuta in via Tadino presso la sede di Opinion Leader, agenzia di marketing che da anni gestisce l'immagine del pilota ravennate.

ANNATA DIFFICILE La decisione di "Macio" è stata annunciata a pochi giorni di distanza dal difficilissimo Round di Donington, da cui è tornato a casa con il magro bottino di due decimi posti. La stagione Superbike di Melandri era cominciata sotto tutt'altri auspici, con il passaggio in Yamaha e un avvio discreto, ma dopo appena tre terzi posti e tante difficoltà, Marco ha deciso che è giunto il momento, a fine stagione, di appendere il casco al chiodo. Restano per lui ancora cinque tappe del mondiale Superbike in cui rimpinguare il suo già ricco bottino di risultati in una carriera in sella durata ben 22 anni.

VIA IL PESO "Sono cresciuto in un quartiere di case popolari sognando le moto" - ha esordito un emozionato Melandri - "Ho vissuto una favola, ma ogni favola ha un inizio e una fine. La fiamma non si è spenta ma si è affievolita e quando questo accade bisogna avere il coraggio di dire basta. Avrei voluto continuare ancora questi due anni con la squadra ma non riesco più a lottare. Dalla Thailandia ho iniziato a pensare al ritiro, il momento critico è stato il sabato di Misano. A Donington ero convinto di poter fare una bella gara ma non è andata così. Fino a fine stagione l'impegno sarà massimo. Ho scelto di dire basta adesso per togliermi un peso che altrimenti mi sta logorando."

COMMOZIONE "La scelta non è dovuta alla carenza di risultati" - ci ha poi tenuto a precisare Macio, commuovendosi - "Ma alle sensazioni che provo in moto. A Jerez dicevo che sarebbe stato un nuovo inizio, è vero, non l'ho detto per autoconvincermi, ma le energie sono finite e dopo 20 anni è giunto il momento di dire basta." Basta alla Superbike, ma basta anche ad altri campionati? Non del tutto: "Prima c'era l'idea della Moto America ma ora no, sono pronto a smettere definitivamente, mi sarebbe piaciuta quell'idea, ma poi è arrivata la Superbike... magari correrò in campionati di contorno, con meno stress. Non mi piace andare in moto per andare a spasso, voglio sempre dare il 100%"

COSA FARE DA GRANDE Marco ha parlato anche del suo più celebre rivale sin dai tempi delle minimoto, Valentino Rossi ovviamente, che sta attraversando un periodo difficile e il cui nome è stato associato a pensieri di ritiro. A domanda diretta su che consiglio dargli, ha risposto "Qual è l'avviso per dire basta? Quando hai tempo per farti delle domande". Ripercorrendo la sua carriera Marco evidenzia i momenti migliori e peggiori. "Quelli belli sono stati tanti, il più brutto senz'altro la fine del mondiale 2012, a tre gare dal termine ero in testa e la BMW ci lasciò a piedi per la stagione successive." Futuro in MotoE possibile? "Era un'opzione, vedremo" - ha risposto il manager Vergani, poi ancora Melandri: "Ho fatto tante belle gare e voglio lasciare un bel ricordo di me, ora voglio godermi la famiglia, mia figlia ha 5 anni e devo pensare a cosa fare da grande, mia moglie mi ha supportato rispettando la mia decisione, ha sempre le parole giuste al momento giusto, oggi non è un giorno triste, mi sono liberato di un peso, e sono sicuro che in moto sarò ancora più sereno."

CAMBIAMENTI E un consiglio su cosa fare da grande arriva anche dalla platea: il collaudatore. "Mi piace la tecnica, analizzo spesso dati e spero che il mio modo di fare possa sempre aiutare la squadra a migliorare, soprattutto per i giovani che prenderanno al mio posto" - ha aggiunto Melandri - "Mi piace Federico Caricasulo (attualmente in Supersport n.d.r.). I piloti Yamaha sono veloci ma sviluppano poco, ho chiesto migliorie e arriveranno, speriamo che la moto possa fare uno step per la parte finale di stagione." La moto più gustosa mai guidata? "La Honda MotoGP, ma anche la 250 era magica."; la pista? "Laguna Seca e Argentina"; gli amici in sella? "Checa e Cortese"; il rivale più tosto? "Tomomi Manako, in 125, e Nieto. Ma anche la Superbike 2012 fu tostissima, e in MotoGP ricordo la gara in Germania nel 2006, con 4 piloti in un decimo". La conferenza si avvia alla conclusione, ma c'è il tempo per rispondere a un'ultima epocale domanda: com'è cambiato il motociclismo in questi 20 anni? "La situazione è diametralmente opposta, è un peccato che si sia perso il DNA del motociclismo di 20 anni fa, prima era tutto più festoso, ora è un mondo di rivalità."

L'ESORDIO IN 125 Melandri esordisce nel motomondiale appena quindicenne in classe 125 a Brno nel 1997, in quella che passerà alla storia come la gara del primo podio in carriera per Valentino Rossi, con un 17° posto. Ma già la stagione successiva diventa pilota ufficiale Honda e ha la possibilità di mostrare le sue qualità: il campionato lo termina in terza posizione vincendo la sua prima gara ad Assen, mente la stagione seguente è quella della grande beffa: secondo a un solo punto dallo spagnolo Emilio Alzamora, che si laurea campione 125 nel 1999 senza mai vincere una gara, a fronte delle 5 affermazioni di Melandri

IL TITOLO E LA MOTOGP. Nel 2002, dopo due anni di apprendistato in 250 conditi da ottimi risultati, arriva il tanto agognato titolo mondiale con l'Aprilia, l'unico della sua lunga carriera, e il passaggio alla neonata classe MotoGP con la Yamaha. Due anni difficili, poi il ritorno in Honda e l'ottimo secondo posto nel mondiale 2005 alle spalle di Valentino Rossi. Dopodiché altre due stagioni sulla cresta dell'Honda prima del passaggio in Ducati nel 2008 e in Kawasaki nel 2009, gli ultimi due mesti anni in MotoGP se si eccettua la breve parentesi con Aprilia nel 2015. 

LA SUPERBIKE È ora del passaggio in Superbike con la Yamaha, categoria in cui Melandri debutta nel 2011 battagliando per il vertice all'esordio. Arriva il secondo posto alle spalle di Carlos Checa, l'anno successivo sarà terzo con la BMW, poi quarto nel 20013. Passerà in Aprilia nel 2014 e sarà ancora quarto, dopodiché, archiviata la breve parentesi in MotoGP, resterà fermo quasi due anni, fino al ritorno con la Ducati nel 2017 e 2018. Un quarto e un quinto posto finale, preludio dell'ultima, difficile, stagione che il ravennte sta vivendo in Yamaha, attualmente nono in classifica

I NUMERI Marco Melandri chiude la sua carriera con un titolo iridato, quello del 2002 nella classe 250, tre secondi posti, nel 1999 in 125, nel 2005 in MotoGP, e nel 2011 in Superbike, e tre terzi posti iridati, nel 1998 in 125, nel 2001 in 250 e nel 2012 in Superbike. Nel Motomondiale ha disputato 215 gare complessive, vincendone 22 per un totale di 62 podi, 9 pole position e 16 giri veloci. In Superbike, con un bilancio ancora aperto, ha partecipato a 175 gare, vincendone anche qui 22, con 4 pole position e 21 giri veloci.


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