Autore:
Giulio Scrinzi

ANTIPASTO TEDESCO Il Campionato delle derivate dalla serie ha concluso ufficialmente la sua attività lo scorso 9 luglio sul circuito di Laguna Seca: al termine delle due manche a stelle e strisce, i protagonisti della Superbike avrebbero dovuto andare in vacanza... Ma prima di tornare in pista per il prossimo round in programma nel weekend 18-20 agosto, sono stati chiamati sul circuito del Lausitzring per i tradizionali test in-season previsti dal calendario iridato. In questa due giorni sul tracciato tedesco sono scesi tra i cordoli tutti i top team ad eccezione della Yamaha, vale a dire Kawasaki, Ducati, Aprilia, BMW e Honda.

IL CANNIBALE... SEMPRE LUI E dopo una prima giornata passata a studiare il suo compagno di squadra, ecco svettare al termine del Day 2 il “solito” Jonathan Rea: il Campione del Mondo in carica si è confermato una volta di più il pilota più veloce di tutti, capace tra l'altro di firmare un sensazionale 1'36''6 molto più rapido del record ufficiale del circuito siglato l'anno scorso da Chaz Davies in Superpole (1'37''357).

APRILIA ALLA RISCOSSA Dietro di lui si è imposto il suo team-mate, un Tom Sykes staccato di un solo decimo a conferma della sua ritrovata competitività in sella alla ZX-10RR di Akashi. Ma in scia al Cannibale non c'era solamente la Kawasaki numero 66... Infatti, in terza posizione troviamo la prima delle Aprilia di Eugene Laverty, il quale ha accusato appena due decimi di distacco dalla vetta. Una prestazione di tutto rispetto, alla quale si aggiunge quella di un Lorenzo Savadori altrettanto veloce e preceduto solamente dalla Ducati numero 7 di Chaz Davies. Che la Casa di Noale abbia trovato finalmente la soluzione a tutti i suoi problemi per tornare a lottare per le posizioni che contano?

DIFFERENZA DI GOMME A seguire il nostro Savadori troviamo Marco Melandri, il quale è riuscito a stampare un 1'37''4 a oltre mezzo secondo di svantaggio dal crono del suo compagno di squadra. “Macho”, inoltre, è stato l'ultimo pilota in classifica ad utilizzare le gomme ultra-morbide da qualifica: Markus Reiterberger, infatti, si è dovuto accodare al settimo posto con una BMW dotata di mescole tradizionali e capaci di fermare il cronometro solamente sull'1'37''7. Il giovane di Trostberg, dopo aver annunciato un temporaneo ritiro per riprendersi dall'infortunio dell'anno scorso, tornerà per le ultime gare del Mondiale come wild card nello stesso team (Van Zon Remeha) per il quale corre nel Campionato tedesco.

RITORNO TRICOLORE Quello di Reiterberger, però, non sarà l'unico ritorno nel Mondiale Superbike. In questa due giorni di test, infatti, è tornato a girare con una SBK il nostro Davide Giugliano, fino a oggi impegnato nel BSB e che ha accettato l'invito della Honda a provare la Fireblade SP2 lasciata libera dal compianto Nicky Hayden. I tempi del romano, a dire la verità, non hanno stupito: a tal proposito lo stesso team Ten Kate ha affermato che queste prove sono servite per provare diverse componenti evoluzione e strategie elettroniche che verranno utilizzate sulla CBR giapponese nelle prossime gare. E mentre tutti erano convinti che la partecipazione a questi test avrebbe confermato la presenza del numero 34 negli ultimi cinque round della stagione, i vertici del reparto corse olandese hanno sottolineato che Giuglianomerita sicuramente di essere considerato tra tutti quei piloti che potrebbero correre a fianco di Stefan Bradl”. È proprio vero: mai dire mai in Superbike, ma che ne dite... Davide si merita una chance?

I TEMPI UFFICIOSI 1) Jonathan Rea (Kawasaki), 1'36''6; 2) Tom Sykes (Kawasaki), 1'36''7; 3) Eugene Laverty (Aprilia), 1'36''8; 4) Chaz Davies (Ducati), 1'36''8; 5) Lorenzo Savadori (Aprilia), 1'37''2; 6) Marco Melandri (Ducati), 1'37''4; 7) Markus Reiterberger (BMW), 1'37''7; 8) Davide Giugliano (Honda), 1'39''4; 9) Michele Magnoni (Honda), 1'45''9.


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