Autore:
Giulio Scrinzi

DOMINIO ANNUNCIATO Tutto è iniziato nei test pre-stagionali programmati prima sul circuito del MotorLand Aragon e poi su quello andaluso di Jerez: dopo aver conquistato il secondo Titolo Mondiale nell'ultima tappa di Losail, in Qatar, Jonathan Rea era pronto a mostrare tutta la sua forza fin dalle prime prove in pista. E quando è sceso tra i cordoli con la nuova ZX-10RR, tutti i suoi avversari hanno potuto capire una cosa: che nel 2017 sarebbe stata una vera impresa tenergli testa, vista l'assoluta competitività del pacchetto a sua disposizione. A maggior ragione per il fatto che Johnny, a Jerez, era riuscito a mettersi alle spalle anche alcune MotoGP che avevano condiviso i test con le derivate dalla serie.

INIZIO SCOPPIETTANTE Una prestazione subito maiuscola che ha fatto paura a tutti e che si è ripetuta nei primi round del Campionato 2017: in Australia e in Thailandia Rea non ha fatto sconti a nessuno, centrando quattro vittorie di fila a cui si è aggiunta quella della prima manche del round di Aragon, dove in Gara 2 ha ceduto esclusivamente al miglior passo di quello che sarebbe stato uno degli unici avversari capaci di impensierirlo, Chaz Davies. Abbiamo scritto “sarebbe” perchè, in realtà, il gallese della Ducati quest'anno ha sbagliato troppo per giocarsi ad armi pari il Titolo iridato con il Cannibale della Kawasaki, tornato al vertice nell'Università delle Moto di Assen per un'altra, incredibile, doppietta.

UN SOLO ERRORE A Imola, invece, sulla scia del dominio assoluto della stagione precedente, il numero 7 di Borgo Panigale ha tenuto la testa alta, precedendo un Rea che finì entrambe le manche sul gradino di mezzo del podio. Poi, in Gara 1 a Donington, il suo unico errore, una scivolata ad alta velocità che ha spianato la strada all'altro suo rivale che, fino a questo punto della stagione, si era nascosto per qualche problema fisico di troppo. Stiamo parlando di Tom Sykes, che sulla pista di casa era chiamato a una decisa reazione prontamente demolita da quella ancora più forte del Campione del Mondo in carica, di nuovo al vertice nella seconda manche inglese

MONDIALE A ELIMINAZIONE A partire dall'appuntamento di Misano Adriatico, poi, il colpo di scena: la sfida tra Davies e Rea è arrivata talmente ai ferri corti che a poche curve dal traguardo di Gara 1 il gallese ha sbagliato, cadendo dalla sua Ducati e finendo sotto la Kawasaki del suo avversario. Un incidente che l'ha tenuto lontano dai cordoli fino all'appuntamento di Laguna Seca, mentre Johnny ha limitato i danni portando a casa come risultato peggiore il gradino più basso del podio. Sykes, nel frattempo, ha tentato di recuperare il margine dal compagno di squadra, che però l'ha costantemente sopravanzato in ogni singola gara. Nello scorso round di Portimao, infine, la seconda sorpresa di stagione: pur di tenere aperta quella piccola chance che aveva per il Titolo, il numero 66 è stato disarcionato dalla sua ZX-10RR in un violentissimo high-side che gli ha procurato una lesione al mignolo sinistro e gli ha impedito di gareggiare sul sali e scendi portoghese.

REA CAMPIONE SE... A Portimao, invece, chi ha dominato dando una lezione di guida a tutti è stato proprio il Campione del Mondo in carica, che ora guida la classifica dall'alto dei suoi 431 punti, ben 120 in più rispetto al suo diretto avversario Tom Sykes e 135 nei confronti di Chaz Davies. Con tre round alla fine della stagione, per un totale di 150 punti ancora da assegnare, Jonathan potrebbe conquistare il suo terzo Titolo Mondiale già nel prossimo round di Magny-Cours. Per indossare di nuovo la corona d'alloro iridata a Rea basterebbe portare a casa due terzi posti, oppure un secondo posto in una delle due gare e una quinta posizione nell'altra o, ancora, conquistare il gradino più alto del podio in una manche e giocare in difesa con un 15esimo, improbabile, piazzamento nell'altra. Secondo questi calcoli, Johnny sarebbe matematicamente Campione 2017 anche se Sykes, in caso non vincesse Rea, tagliasse primo il traguardo in entrambe le gare francesi. 

E LO SPETTACOLO? Insomma, a conti fatti la Kawasaki numero uno di Rea anche quest'anno non ha avuto grossi avversri da cui difendersi, che negli ultimi anni si sono rivelati esclusivamente il suo compagno di squadra Tom Sykes e la prima guida della Ducati Chaz Davies. Tutti gli altri, Marco Melandri compreso, non hanno mai avuto una vera possibilità per ambire alla prima posizione in Campionato. Questo, ovviamente, è andato a vantaggio del 30enne di Ballymena, il cui talento cristallino è indiscusso, ma non ha portato alcun miglioramento sul fronte dello spettacolo: il nuovo regolamento 2017, con tanto di inversione della griglia, si è rivelato a conti fatti un fallimento e criticato in primis propiro dai diretti piloti SBK. La dimostrazione? L'ha data lo stesso Johnny, che nello scorso round di Portimao ha impiegato solo un giro e mezzo per conquistare la leadership della corsa (prendendo anche diversi rischi...) scattando dalla nona casella dello schieramento. Serve un cambiamento più profondo per equilibrare tecnicamente questa situazione e, allo stesso tempo, movimentarla al fine di far gioire tutti gli appassionati di questo Mondiale. Guardando i cugini della MotoGP (sempre gestita da Dorna) sembrerebbe che un regolamento che rendesse più spettacolari le gare si possa trovare, per questo aspettiamo con molto interesse tutte le novità che verranno introdotte l'Anno prossimo.


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