Autore:
Simone Valtieri

BUON INIZIO Un mondiale iniziato bene e continuato male, malissimo, in modo imprevedibilmente disastroso, sportivamente parlando. quello 2019 in MotoGP di Valentino Rossi, quaranta anni con il volto e la voglia di un ragazzino ancora addosso. Ma negli ultimi mesi questa voglia si è un po' affievolita, sotterrata da sfortuna e batoste, e qualche ruga in più sembra essere comparsa sul viso del pilota probabilmente più amato di tutti i tempi... almeno dai tifosi italiani. Il primo ad allontanare i propositi di ritiro è stato però lo stesso Valentino, con un contratto già in tasca anche per la prossima stagione, e in testa, ancora, inconfessabili sogni di gloria.

TRITTICO DA INCUBO Se guardiamo alla classifica iridata della classe MotoGP 2019 dopo cinque gare, infatti, dietro al solito ingombrante Marquez, c'erano Dovizioso, Rins e Rossi. Sembravano essere loro i quattro piloti deputati a combattersi il titolo 2019, con qualche chance anche per il pilota marchigiano, visto che stavano per arrivare le sue piste: Mugello, Barcellona, Assen. Davanti al suo pubblico però Vale è caduto, ha mancato la Q2, è scattato nelle retrovie ed è ricaduto. In Spagna, dove si era prontamente ripreso, è rimasto coinvolto nella carambola innescata da Jorge Lorenzo, che si è trascinato via anche Dovizioso e Vinales. In Olanda, infine, sono tornati i fantasmi, con una Q2 mancata di poco e l'ennesima scivolata quand'era in fase di rimonta. Zero punti, addio sogni iridati.

FOCUS SULLA REALTÀ In Germania, ultimo GP prima della pausa estiva, non è andata molto meglio per Rossi. Su una pista dove gli altri yamahisti, guidati dal ritrovatoVinales e dall'arrembante baby-Quartararo, stavano facendo faville, Valentino non ha trovato il giusto feeling per tutto il weekend, chiudendo mestamente ottavo. Dopo questi quattro GP negativi Vale ha perso solo una posizione in classifica, sesto, ma si trova a ben 105 punti dall'eterno rivale Marquez. E così, dopo la gara, si è lasciato scappare in conferenza un malinconico: "Sarebbe stato molto interessante per me lottare contro Marquez avendo la stessa età, ma sfortunatamente sono molto più grande di lui, per cui ha molto più senso concentrarsi sulla realtà."

QUESTIONE DI CUORE Ma siamo sicuri questo sia l'epilogo della carriera di Valentino? No. L'amore tra Rossi e la moto è qualcosa che trascende ogni tipologia di ragionamento e di pressione e un momento così nero lo si supera molto meglio alla sua età - ecco un fattore positivo nell'avere 40 anni - che da sbarbatello. Perché dipendesse da una questione di competitività Vale starebbe già ragionando sull'appendere il casco al chiodo o meno, ma un campione sa riconoscere quando i giochi sono finiti, o quella che sta vivendo è solo un periodo difficile, che viene nello stesso anno in cui ha dimostrato di essere ancora in grado di lottare là davanti (vedi Termas, Austin e anche Barcellona prima della caduta).

ALTRO CHE RITIRO In questo contesto si inseriscono le parole raccontate alla Gazzetta dello Sport da "babbo" Graziano: "A Vale non gliene frega un accidente (delle voci di ritiro) perché come sempre non legge niente di tutto quello che lo riguarda. È in una grandissima forma fisica, e non lo dico solo io, e non è giù di morale. Forse è un po' preoccupato, perché indubbiamente ci sono stati problemi negli ultimi tempi, ma non è demotivato, non lo è mai. Di solito quando è un po' giù per un motivo non va più piano, semmai più forte."

PRESTO SUL PODIO "C'è stato un momento in cui Valentino e la sua squadra sono rimasti senza direzione" - ha continuato Graziano Rossi - "Mi riferisco al setup di una moto di per sé abbastanza complicata. Tutti sanno che in accelerazione la Yamaha è la moto più lenta in pista, e quindi la messa a punto è la chiave per recuperare nel misto e da un po' di tempo in qua questo non è riuscito. Nel suo team c'è stata una sbandata ma ora hanno risolto tutto. Sono sicuro che già a Brno Vale sarà al suo 80% e che dalla gara successiva potrà ricominciare a lottare per il podio."


TAGS: rossi motogp valentino rossi marc marquez vr46 lin jarvis motogp 2019 Graziano Rossi