Autore:
Giulio Scrinzi

UNO CONTRO L'ALTRO L'ultima gara del Mondiale di MotoGP 2018 è stata una delle più avvincenti degli ultimi anni: tanti colpi di scena, tante emozioni in pista... ma anche tanta polemica. Ciò che sta facendo discutere è sicuramente il comportamento del Campione del Mondo in carica, un Marc Marquez che pur di rimontare dalle retrovie è andato oltre ogni limite, per poi finire a contatto nelle ultime battute della corsa contro il nostro Valentino Rossi. Una manovra che è stata sanzionata dalla direzione gara con trenta secondi di penalità che hanno fatto scivolare il pilota della Honda in 18esima posizione, vanificando la propria gara alla pari del pesarese del team Yamaha Movistar, caduto nell'erba in seguito alla sportellata ricevuta sul Termas de Rio Hondo.

HO PAURA DI MARQUEZ Dopo quanto accaduto Marquez ha tentato di scusarsi con Rossi per il comportamento tenuto in pista, ma al box Yamaha ha ricevuto una sonora porta in faccia. Questo è il segnale che il rapporto tra i due Campioni del Mondo si è incrinato nuovamente e che il nostro Valentino è pronto a scatenare una guerra contro lo spagnolo della Honda. “Ormai ho paura di correre con Marquez e bisogna che facciano qualcosa per fare in modo che lui si comporti come tutti gli altri – ha dichiarato Rossi – Questi non sono gli autoscontri, ma se tutti facciamo come lui tra cinque gare non corre più nessuno perché ci siamo fatti tutti male. Non mi sento protetto dalla Race Direction, perché Marquez fa quello che vuole. Per quanto riguarda il suo tentativo di scuse, deve solo stare lontano da me e non guardarmi più in faccia”.

CAMBIAMENTI NECESSARI A sostegno di quanto espresso da Valentino Rossi ci ha pensato Lin Jarvis, managing director del team Yamaha Movistar, a rincarare la dose, sottolineando la necessità da parte della Race Direction di porre rimedio a questa situazione.Come squadra non possiamo accettare questo tipo di azione da parte di Marquez. E' una cosa che bisogna risolvere per il futuro. Non solo per noi, ma per la MotoGP in generale. Siamo andati in Race Direction a chiarire la nostra posizione: ora dobbiamo aspettare il loro verdetto”.

NON È COLPA MIA In casa Honda, invece, Marc Marquez ha sostenuto la propria versione, sottolineando il fatto che il suo comportamento in pista non è stato volontario ma frutto delle circostanze presenti in quel momento.E' stata una gara piena di contrattempi. Si è spenta la moto sulla griglia, l'ho riaccesa e poi ho chiesto ai commissari se dovessi uscire, ma loro non sono stati chiari, quindi sono tornato nella mia posizione pensando che stavo facendo la cosa giusta. Sono stato punito con un ride through e poi con trenta secondi di penalità per il contatto con Rossi. Quando la gara è finita ho provato a scusarmi ma lui non ha accettato le mie scuse. Sono onesto, ho commesso un errore totalmente involontario. La pista non era in buone condizioni e in nessun caso sono andato a cercare il contatto, stavo solo cercando di sorpassare. Sulle dichiarazioni di Rossi? Non ho paura che si scateni un'altra guerra: ha avuto anche lui 25 anni”.


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