Autore:
Giulio Scrinzi

SECONDO ROUND Dal Qatar all'Argentina, il Mondiale di MotoGP 2018 è pronto ad accendere i motori questo fine settimana sul circuito Termas de Rio Hondo, sede della seconda prova stagionale. Si tratta di un tracciato mediamente impegnativo per i piloti del Motomondiale, definito dalla Brembo con un indice di difficoltà pari a 3 su una scala da 1 a 5.

L'IMPEGNO FRENANTE Questa pista presenta 14 curve, alle quali corrispondono 8 punti di frenata: tre sono presenti nell'ultimo settore, che si rivela il più veloce nonostante tutti questi rallentamenti. Per ogni giro i piloti utilizzano i freni per circa 30 secondi, che diventano 12 minuti e mezzo nell'arco dell'intero Gran Premio (il 30% della durata complessiva). La media sul giro delle decelerazioni massime è di 1,11 g ma questo valore sarebbe più alto senza la toccatina ai freni della curva 11 (da 194 km/h a 160 km/h) che con 0,6 g abbassa la media. Per quanto riguarda, invece, la forza frenante complessiva esercitata sulla leva del freno, il valore arriva addirittura a 9 quintali.

LE STACCATE PIÙ IMPEGNATIVE Delle 8 frenate dell’Autódromo de Termas de Rio Hondo solo una è considerata altamente impegnativa per i freni mentre 4 sono di media difficoltà e 3 sono light. Le più complicate da gestire? Sicuramente la curva 5, perchè preceduta da un rettilineo di 1.076 metri che permette alle MotoGP di raggiungere i 324 km/h: il tornantino obbliga successivamente i piloti a scendere a 78 km/h facendo ricorso ai freni per 6,1 secondi con un carico sulla leva della pompa freno Brembo di 6,3 kg e uno spazio di frenata di 316 metri. A seguire troviamo la prima curva dopo il traguardo per i 240 metri di spazio di frenata: le MotoGP frenano da 271 km/h a 106 km/h ma la decelerazione è solo di 1,2 g, a fronte degli 1,5 g della curva 5. 


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