Marc Marquez lascia Silverstone con un settimo posto e un distacco dalla vetta del Mondiale salito a 40 punti. Il pilota del Ducati Lenovo Team ha vissuto un GP Gran Bretagna complicato, nel quale non è riuscito a inserirsi nella lotta per le prime posizioni, ma ha preferito leggere il risultato con realismo piuttosto che considerarlo un fallimento. Dopo una gara nella quale il degrado degli pneumatici aveva già mostrato i suoi effetti nella Sprint, Marquez ha scelto un approccio prudente. Il ritmo non era sufficiente per seguire i primi e, nelle fasi finali, insistere avrebbe significato assumersi rischi eccessivi.

“Non avevo altro, gli altri andavano più forte. Ho iniziato la gara cercando di gestire, perché già ieri avevamo visto il degrado della gomma. Poi ho visto che avevo un ritmo più o meno accettabile, ma negli ultimi giri ho capito che era troppo rischioso”, ha spiegato Marquez. Il settimo posto, secondo il pilota Ducati, rientrava comunque nello scenario realistico della vigilia: “Se fossi arrivato quinto sarei stato molto soddisfatto, perché penso che fosse un risultato ottimistico e positivo. Settimo significa che abbiamo fatto una gara accettabile, niente di più. Ora dobbiamo continuare a migliorare”.
“La moto ha funzionato bene, non ho sfruttato al massimo la situazione”
Sorprendentemente, Marquez non ha attribuito il risultato a un problema specifico della Ducati: “La moto ha funzionato bene, anche la gomma, ma non sono riuscito a tirare fuori il massimo dalla situazione”. Per questo il campione spagnolo non considera Silverstone il suo peggior weekend con la Ducati, nonostante i risultati siano stati inferiori alle aspettative: “È stato un buon fine settimana, nel quale abbiamo fatto piccoli passi avanti. È vero che i risultati non sono stati buoni, ma il weekend è andato bene”.

Il problema, però, è che per recuperare terreno in campionato sulle Aprilia non basta attendere i circuiti più favorevoli: “Se vuoi lottare per un campionato, non puoi aspettare le tue piste. Devi rendere al massimo su tutte e, al momento, non ci stiamo riuscendo” ha ammesso lo spagnolo.
Aprilia davanti e Martin più costante
Il dominio dell'Aprilia ha inoltre confermato a Marquez che la corsa al titolo non è affatto una questione a due. Il pilota Ducati ha ricordato come il campionato stia continuando a cambiare volto gara dopo gara: “Per quanto voi diciate che sono il favorito, non sono il favorito in questo Mondiale. Si sta vedendo che ogni domenica può vincere un pilota diverso e, al momento, quello più costante è il leader, Jorge Martin, che sta gestendo meglio la situazione”.
Marquez non si nasconde però rispetto al ritardo accumulato: “Cercheremo di rendere le cose difficili, ma al momento ci sono tre piloti davanti a me che sono stati migliori nelle dodici gare disputate”. Il risultato di Silverstone non lo sorprende quindi più di tanto. “Era quello che mi aspettavo. Sono sempre ottimista, ma anche realista. Sapevo che poteva succedere, quindi non sono preoccupato. Semplicemente, realisticamente, sapevo che era una possibilità”.
I prossimi quattro GP diventano decisivi
Con 40 punti da recuperare, Marquez non considera ancora compromessa la stagione, ma riconosce che il margine di errore si è ridotto: “Essere a 40 punti di distanza non significa essere lontanissimi, ma sono comunque tanti. È un intero weekend. Devi continuare a spingere, è sempre meglio essere davanti che dietro”. Per questo l'attenzione si sposta già sui prossimi appuntamenti: “Dipende da come andranno gli altri piloti nei circuiti dove io, o dove noi. abbiamo ottenuto risultati migliori. Vedremo. È vero che questo era uno dei circuiti che avevo segnato in rosso. Ora arrivano tre o quattro piste nelle quali, se vogliamo fare qualcosa, dobbiamo attaccare”.

La conclusione del pilota Ducati è chiara e guarda soprattutto alla continuità di rendimento, vera chiave in una stagione così equilibrata: “La conclusione è la stessa che ripeto da tempo: dobbiamo migliorare se vogliamo lottare per il Mondiale. Ci siamo trovati in questa situazione anche per alcuni regali degli avversari, ma dobbiamo essere più costanti nei circuiti dove facciamo fatica e cercare di sfruttare quelli dove siamo forti. Qui abbiamo fatto fatica e abbiamo pagato troppo”.
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Appassionato di corse fin da quando organizzava il GP di Vigliano Biellese sulla moquette di casa, si laurea in Scienze della Comunicazione con l'idea di diventare giornalista sportivo. Dopo un inizio nelle radio locali seguendo basket e calcio, nel 2012 entra a far parte di FormulaPassion dove, tra un'intervista e una trasferta a un gran premio, crea “T&F – I Top & Flop della Formula 1”, un modo ironico di commentare le gare. Le cronache riportano la sua partecipazione a Reazione a Catena nel 2010: nel celebre programma di Rai 1 la sua squadra vince sei puntate e una buona somma di denaro, ma lui resta umile. A MotorBox arriva nell'autunno 2019.



