Il GP Malesia si è trasformato nell'ennesima gara da dimenticare per Francesco Bagnaia, ma a fare notizia è soprattutto quanto accaduto nell'ultimo giro. Mentre il compagno di squadra Marc Marquez conquistava la vittoria, il pilota Ducati ha tagliato il traguardo in 13ª posizione, con un ritardo di 32,9 secondi. A sorprendere è stato soprattutto il suo ultimo passaggio a Sepang, completato in 2'05''1, un tempo addirittura superiore a quelli della Moto2 e oltre quattro secondi e mezzo più lento del suo miglior giro in gara.

Un crollo difficile da spiegare per un pilota che appena un anno fa, sullo stesso circuito, aveva conquistato la pole position e vinto la Sprint, lottando per il successo nella gara domenicale fino a quando una foratura non lo aveva fermato. A rendere ancora più particolare la situazione sono state le successive dichiarazioni di Bagnaia, che ha fatto riferimento a una modifica tecnica utilizzata in passato e apparentemente non più disponibile sulla sua Desmosedici.
Bagnaia incredulo per l'ultimo giro a Sepang
Il problema principale, secondo il due volte campione del mondo MotoGP, è stato ancora una volta la mancanza di aderenza al posteriore. Una difficoltà emersa già nelle prime fasi della gara e diventata sempre più evidente con il passare dei giri, fino a costringerlo a rallentare drasticamente: “Sabato ero stato semplicemente fortunato che avesse iniziato a piovere. Domenica ho visto che il mio limite era l'aderenza. Anche cercando di gestirla, dopo cinque giri non avevo più gomma posteriore e ho dovuto iniziare a pensare soltanto a finire la gara” ha spiegato Bagnaia.
Il dato più impressionante resta quello dell'ultimo giro, completato con un ritmo lontanissimo non soltanto dai migliori, ma anche dalle prestazioni abituali della MotoGP: “Nell'ultimo giro ho fatto 2'05''1, per me è qualcosa di incredibile, considerando quello che so di poter fare qui. Ma è così e dobbiamo accettarlo. Mancano tre appuntamenti e dobbiamo cercare di ottenere il massimo”. Ai microfoni di Sky Italia, Bagnaia ha aggiunto un particolare che rende bene l'idea delle difficoltà incontrate: “Alla fine della gara non riuscivo nemmeno più a toccare con il ginocchio nelle curve a destra”.
Il mistero della modifica Ducati che non esiste più
Se il risultato in pista è stato deludente, ancora più interessanti sono state le parole pronunciate da Bagnaia sulle possibili cause dei suoi problemi. Il pilota italiano ha escluso che le difficoltà possano essere risolte semplicemente intervenendo sull'assetto o sull'elettronica, lasciando intendere che la soluzione possa essere di natura diversa: “Il problema non dipende dall'assetto e nemmeno dalla calibrazione dell'elettronica. Aggiungere o togliere potenza, anche facendo grandi modifiche, non risolve nulla. Lo facciamo da tutto l'anno e il problema è sempre rimasto lo stesso”.
Bagnaia ha quindi richiamato quanto accaduto nella passata stagione, quando una modifica introdotta tra i test di Misano e il successivo appuntamento in Giappone gli aveva permesso di ritrovare competitività, conquistando una doppietta a Motegi: “L'anno scorso era la stessa cosa. Nei test di Misano e poi nella gara in Giappone era stato cambiato qualcosa di diverso dalle semplici regolazioni elettroniche e dall'assetto, e quella modifica mi aveva permesso di tornare a guidare come volevo”.
La parte più enigmatica è arrivata subito dopo: “Ora, purtroppo, quella cosa evidentemente non esiste più, così come non è esistita dalla gara successiva al Giappone dello scorso anno”. Quando gli è stato chiesto di chiarire perché quella soluzione non fosse più disponibile, Bagnaia ha preferito non approfondire: “Non esiste, non entriamo nei dettagli”.
Tardozzi non chiarisce i dubbi di Bagnaia
A rendere ancora più particolare la vicenda è stata la risposta di Davide Tardozzi. Interpellato sulle dichiarazioni di Bagnaia, il team manager Ducati ha ammesso di non sapere a quale soluzione tecnica si riferisse il proprio pilota: “Sinceramente non ho idea di cosa stia parlando. Abbiamo fatto tutto il possibile, ma purtroppo non abbiamo ancora trovato quello di cui ha bisogno”.

Una risposta che non aiuta a chiarire il mistero e fotografa le difficoltà che Ducati continua a incontrare nel tentativo di restituire competitività a Bagnaia. Il confronto con Marquez, capace di vincere la gara sulla stessa moto, rende ancora più evidente il divario di rendimento tra i due piloti. L'interrogativo rimane e, dopo il sorprendente ultimo giro di Sepang, aggiunge un nuovo elemento a una stagione particolarmente complicata per Bagnaia, in procinto di passare all'Aprila nel 2027.-
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Appassionato di corse fin da quando organizzava il GP di Vigliano Biellese sulla moquette di casa, si laurea in Scienze della Comunicazione con l'idea di diventare giornalista sportivo. Dopo un inizio nelle radio locali seguendo basket e calcio, nel 2012 entra a far parte di FormulaPassion dove, tra un'intervista e una trasferta a un gran premio, crea “T&F – I Top & Flop della Formula 1”, un modo ironico di commentare le gare. Le cronache riportano la sua partecipazione a Reazione a Catena nel 2010: nel celebre programma di Rai 1 la sua squadra vince sei puntate e una buona somma di denaro, ma lui resta umile. A MotorBox arriva nell'autunno 2019.



