Il GP Indonesia ha regalato una scena insolita nella battaglia tra Pedro Acosta e Marc Marquez. I due piloti si sono ritrovati a lottare per la quarta posizione, ma anziché cercare di mantenersi davanti hanno finito per scambiarsi ripetutamente il posto, nel tentativo di gestire un problema legato alla pressione dello pneumatico anteriore.
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— MotoGP™🏁 (@MotoGP) October 11, 2026
Acosta era partito dalla nona posizione, mentre Marquez aveva guadagnato terreno nelle prime fasi della gara. Dopo essersi ritrovati a duellare con pista libera davanti a loro, il pilota KTM è riuscito a superare il rivale al settimo dei 27 giri previsti. La situazione, però, è diventata presto più complicata. Una volta davanti a Marquez, Acosta si è trovato lontano da Jorge Martin, terzo, e con una pressione dello pneumatico anteriore impostata per affrontare il traffico del gruppo. Correndo in aria libera, la temperatura della gomma e la relativa pressione hanno iniziato a scendere, facendo comparire sul cruscotto un avviso che lo ha costretto a cercare il modo di riportarle ai livelli necessari.
Lo scambio di posizioni e la rimonta di Ogura
Al 13° giro Acosta ha rallentato, lasciando passare Marquez. Da quel momento i due hanno continuato a scambiarsi la posizione più volte: il pilota KTM aveva bisogno di rimanere alle spalle del rivale per gestire la pressione, mentre il campione del mondo in carica non sembrava intenzionato a facilitargli il compito. Ne è nata una situazione quasi paradossale, con entrambi impegnati a rallentare e a controllare la posizione dell'altro. Nel frattempo, Ai Ogura è riuscito a raggiungerli e a superarli, compromettendo le possibilità di Acosta di chiudere tra i primi quattro.
“Voglio dire, sembravamo due asini - ha ammesso Acosta dopo la gara, in dichiarazioni riportate da The Race - Penso che anche lui avesse gli stessi problemi, perché ha lasciato passare anche me, ma non lo so”. Il pilota KTM ha descritto anche le continue oscillazioni nella gestione della gomma quando si trovava al comando: “Quando ero dietro andava bene, ma quando ero davanti era così: bene, bene, bene, bene, bene, non va bene, non va bene, non va bene, bene, bene, bene, non va bene, non va bene, non va bene”.

Acosta ha riconosciuto che forse avrebbe potuto attendere più a lungo prima di lasciar passare Marquez, ma ha spiegato di non essere convinto che questo avrebbe cambiato il risultato finale: “Forse avrei dovuto restare un po' più a lungo dietro Marc, ma penso che, anche se lo avessi superato un giro più tardi, non sarebbe cambiato nulla. Ho perso molto tempo con questi scambi e ciò mi ha tolto la possibilità di chiudere tra i primi quattro”.
La pressione anteriore resta un problema in MotoGP
L'episodio riporta l'attenzione sulle difficoltà legate alla pressione minima degli pneumatici anteriori in MotoGP. Il regolamento impone ai piloti di rispettare la soglia stabilita da Michelin per almeno il 60% della gara lunga e il 30% della Sprint, una condizione che può influenzare direttamente la strategia in pista. Marquez, dopo il GP Indonesia, ha confermato che la sua gomma anteriore non presentava problemi, senza indicare una ragione specifica per aver lasciato passare Acosta, oltre alla consapevolezza che il pilota KTM fosse più veloce in quel momento: ''In gara abbiamo faticato, ma lo avevamo previsto sulla distanza completa di gara. Abbiamo sofferto ma al tempo stesso gestito la situazione perfettamente, e ne siamo usciti bene'' ha detto lo spagnolo.
La questione aveva già avuto conseguenze nella Sprint del sabato a Mandalika, quando Jorge Martin, leader del Mondiale, aveva dovuto lasciare strada a Marquez per rispettare i parametri di pressione. Il margine costruito in precedenza non gli era poi bastato per recuperare terreno e lo spagnolo aveva concluso quarto, perdendo punti preziosi nella lotta per il titolo. Il caso di Acosta e Marquez mostra quindi quanto la gestione degli pneumatici possa condizionare i duelli in gara, fino a trasformare una normale lotta per le posizioni in una situazione in cui essere davanti non è necessariamente un vantaggio.
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Appassionato di corse fin da quando organizzava il GP di Vigliano Biellese sulla moquette di casa, si laurea in Scienze della Comunicazione con l'idea di diventare giornalista sportivo. Dopo un inizio nelle radio locali seguendo basket e calcio, nel 2012 entra a far parte di FormulaPassion dove, tra un'intervista e una trasferta a un gran premio, crea “T&F – I Top & Flop della Formula 1”, un modo ironico di commentare le gare. Le cronache riportano la sua partecipazione a Reazione a Catena nel 2010: nel celebre programma di Rai 1 la sua squadra vince sei puntate e una buona somma di denaro, ma lui resta umile. A MotorBox arriva nell'autunno 2019.



