Autore:
Danilo Chissalè

ON THE ROAD Dove provarla? Il classico casa-lavoro con aggiunta di una sgroppata domenicale in collina non le renderebbe giustizia. Nel parcheggio della redazione c’è l’ammiraglia delle moto bavaresi, la BMW K 1600 GTL: una tourer imponente, super accessoriata, dannatamente confortevole e costosa: il listino attacca a 26.800 euro. Ecco l’idea folle: un viaggio da Nord a Sud Italia, da Milano a Catanzaro. Un viaggio senza tappe intermedie.

COMFORT I presupposti per viaggiare in business class ci sono tutti, le sovrastrutture taglia XL offrono riparo dall’aria, la seduta per pilota e passeggero è comoda come il sofà di casa e non mancano alcuni gadget tecnologici che aumentano la voglia di macinare chilometri come il cruise control, il parabrezza regolabile in altezza, sella e manopole riscaldate e, ciliegina sulla torta, la radio. Senza dimenticare lo spazio per i bagagli: la K 1600 GTL è la più capiente della famiglia K con il suo tris di valige.

VIA DI QUA Il viaggio parte dalla redazione nell’orario peggiore: le otto del mattino, l’ora di punta. In questa situazione emergono le pecche della K 1600 GLT, troppo ingombrante per stare in scia agli scooter, troppo pesante per fare lo slalom tra le auto in coda. Meglio sintonizzare la radio sulla propria stazione preferita e seguire il flusso in attesa di fuggire dalla giungla urbana.

ORA VA MEGLIO Finalmente autostrada, la kryptonite dei motociclisti. Eppure in sella alla K 1600 GTL non mi infastidisce, anzi, mi permette di valutarne l’ergonomia. La posizione in sella premia il confort con il manubrio che si protrae verso il busto del pilota, la seduta (ribassata a 78 cm in questa versione) dotata di sostegno lombare e le pedane in posizione leggermente avanzata. Anche il passeggero è trattato con i guanti, accolto su una sella ben imbottita e anch’essa riscaldata con la possibilità di rilassarsi appoggiando la schiena al top case… insomma non sarà la Executive di Frecciarossa, ma non si sta affatto male.

T DI TURBOLENZA Tutto perfetto? Non proprio. L’enorme parabrezza offre tanto riparo dall’aria, proteggendo busto, spalle e casco. Alla massima estensione, però, genera fastidiose turbolenze dietro la nuca del pilota. Meglio scegliere una via di mezzo e rifugiarsi nella bolla d’aria. L’agio per il pilota diventa un problema per il passeggero, esposto alle turbolenze in ogni configurazione eccezion fatta per quella “tutto su”: quando si viaggia in due il compromesso è d’obbligo.

INDISPENSABILE Con oltre 1.000 km di autostrada da percorrere il mio migliore amico diventa il cruise control, accessorio indispensabile per chiunque voglia fare del moto turismo. Quello della K 1600 GTL, come sulle altre BMW che montano questo accessorio (R 1250 GS su tutte), è facilmente azionabile tramite i comandi posti sul blocchetto sinistro. Vicino al cruise troverete un altro accessorio indispensabile per la K 1600 GTL: il comando della retromarcia. Si avete letto bene, la retromarcia è fondamentale per spostare gli oltre 340 kg della tourer bavarese, specialmente se si viaggia a pieno carico o in coppia. Azionarla è facile: motore acceso, folle inserita, si pigia il tasto R e con dei piccoli colpetti di motorino di avviamento la moto inizierà a muoversi in retromarcia. 

SILENCE PLEASE A velocità codice la tourer di Monaco di Baviera sibila sorniona sotto i 3.000 giri/min non rovinando il confort, permettendomi di ascoltare la mia playlist preferita (collegando lo smartphone alla presa AUX) senza alcun tipo di problema. La musica è però un lusso riservato al solo guidatore, nonostante la potenza dell’impianto audio, il passeggero fatica a sentire chiaramente… due casse dedicate, magari ai lati del bauletto, migliorerebbero la situazione.

CHE SOUND La musica migliore però è sempre quella del motore, specialmente se sotto alle carene, incastonato nel telaio doppia trave in alluminio, trova posto un 6 cilindri in linea da 1.649 cc in grado di erogare 160 cv di potenza massima e la bellezza di 175 Nm di coppia. Il sound ricorda molto da vicino un altro 6 cilindri BMW, quello della mitica M3, roco e possente superati i 3.000 giri, un ruggito oltre i 6.000 giri.

INSOSPETTABILE Dopo 800 km di autostrada mi concedo una piccola deviazione. Direzione Costiera Amalfitana e Parco Nazionale del Cilento. Che la danza abbia inizio. Tra le curve il peso della K 1600 GTL sembra quasi sparire, merito dell’ottimo bilanciamento delle masse in gioco. Sia chiaro, non è una supersportiva, va guidata in maniera rotonda fidandosi dell’avantreno e dell’ottimo lavoro del Telelever, in grado di filtrare le buche e, nella taratura Dynamic delle sospensioni Dynamic ESA, offrire il giusto sostegno anche in frenata. Attenzione però a non farsi prendere la mano, la mole in gioco è tanta e le correzioni in caso di errore necessitano la giusta malizia.

BEN FRENATA Per fortuna la potenza frenante messa a disposizione dell’impianto frenante è adeguata alle dimensioni della K 1600 GTL. Doppio disco da 320 mm all’anteriore morso da pinze ad attacco radiale Brembo. Di dimensioni generose è anche il disco posteriore con i suoi abbondanti 320 mm. Anche nelle frenate più impegnative l’impianto si è sempre dimostrato potente e ben modulabile.

LIGHTS ON La meta si avvicina con l’imbrunire, le luci si accendono, anche quelle della K 1600 GTL. Il faro adattivo a LED illumina come una navicella spaziale rendendomi visibile fin da lontano, se in aggiunta si accendono i faretti supplementari, anch’essi a LED, si illumina a giorno la strada. Dopo oltre 1.200 km si conclude il viaggio, la K 1600 GTL ha dimostrato con i fatti di essere senza dubbio la regina del segmento.

 

  


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