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Cagiva Mito SP 525

Cagiva Mito SP 525

La Cagiva Mito SP 525 è una delle ultime sportive 125 con motore a due tempi. Una moto dalla ciclistica eccezionale che ancora oggi in pista riesce ad emozionare non solo i ragazzini.

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Autore:
Stefano Cordara
Pubblicato il 18/09/2009 ore 08:00

COM'È Cosa ne sarà del marchio Cagiva dopo l'acquisizione del gruppo MV da parte di Harley Davidson non è ancora dato sapere. Di sicuro, per i nuovi proprietari, la Cagiva rappresenta una bella opportunità, perché è un marchio conosciuto, amato. Guardando alla sua storia, è anche un marchio che sulla carta offre la possibilità di realizzare praticamente moto di qualsiasi tipologia: naked, sportive maxi enduro, motard.

FAMOSI NEL MONDO Castiglioni non ha mai abbandonato la Cagiva, perché è con quel marchio che ha avuto le prime grandi soddisfazioni sportive: dalla vittoria alla Parigi Dakar, ai podi nella 500 con Lawson e Kocinski che nel 1994 ha addirittura sfiorato il colpaccio arrivando terzo nel mondiale.

Il SOGNO DEI SEDICENNI Per molti però Cagiva è sinonimo di Mito, non si contano i ragazzi che hanno vissuto le prime emozioni racing in sella alla sportivetta di Varese. La moto che ai tempi d'oro faceva impazzire i sedicenni con la sua incredibile linea disegnata manco a dirlo da Massimo Tamburini, con il suo cambio a sette marce. La moto che lottava a gomitate nel campionato Sport Production 125 (l'ha guidata anche Valentino Rossi) con altre belvette marchiate Aprilia, Gilera, Honda. Le altre, lentamente, se ne sono andate (solo la RS 125 è rimasta ma è molto cambiata da allora), lei  invece è rimasta, testimone "vivente" di un epoca in cui le 125 sportive si facevano così, ed erano proprio belle ed emozionanti.

LOOK DA GP Nel 2008 la Mito ha cambiato look, ispirandosi nelle linee alla 500 GP che correva con Kocinski, ma la sostanza non è cambiata. Telaio perimetrale in alluminio sovradimensionato, forcellone a banana, freni Brembo forcella Marzocchi, la strumentazione a tre elementi circolari con tachimetro asportabile per correre, sono rimasti al loro posto. Cose che, senza che nessuno si offenda, sulle 125 progettate ai giorni nostri non si trovano più.


MOTORE DI OGGI
Solo il motore si è dovuto adeguare ai tempi. Il pepato due tempi di allora non c'è più (e nemmeno le 7 marce abbandonate quasi subito) perché adesso il limite legale per le 125 è di 15 cv per cui la Mito omologata per circolare non supera questa soglia.

SENZA BLOCCHI NE FA 25 Se invece ci volete andare solo in pista potete "liberarla" dalle strozzature e anche se non oggi si arriva più ai 30 cavalli e passa delle moto degli anni 90, se ne hanno a disposizione sempre circa 25 per potersi divertire e, volendo, imparare i segreti della guida sportiva con un attrezzo perfetto per lo scopo. È quello che abbiamo toccato con mano provando una delle moto che Cagiva mette a disposizione della Junior Riding School di Luca Pedersoli, la scuola guida con sede permanente sull'Autodromo di Franciacorta, che ogni anno fa muovere i primi passi in pista a ragazzi che hanno la sportività nel sangue.

CARBURATORE ELETTRONICO Il restyling ricevuto nel 2008 ha portato in dote anche un nuovo nome "SP525", sigla che unisce le lettere di "sport production" (categoria in cui la Mito ha sempre corso) e un numero che ricorda quello della 500 GP mai uscita dal cuore di Castiglioni. La tecnica è, come già detto, quella che ben si conosce, il motore a due tempi (unica ad averlo ormai assieme alla Aprilia RS 125) da 124,6 cc ha ovviamente la miscelazione separata e sfrutta un carburatore elettronico Dell'Orto per migliorare l'erogazione e soprattutto rientrare nei parametri richiesti dalle normative antiinquinamento.

ROBA FINA E la ciclistica è di alto livello, il telaio di alluminio è decisamente sovradimensionato per le possibilità del motore (tanto che è usatissimo nelle gare di Supermono), la forcella è a steli rovesciati non regolabile e il monoammortizzatore è azionato da un leveraggio progressivo che ormai è una rarità nel segmento. L'interasse da 1.375 mm (il maggiore della categoria) la rende una moto molto vicina alle sportive di cilindrata maggiore e il peso resta comunque sotto i 130 kg. Non male davvero per una piccola 125, in vendita a 4.961 ? franco concessionario, che diventano però 3.961 con la promozione in atto che prevede il raddoppio degli ecoincentivi.

COME VA Ho un ricordo dell'ultima Mito dell'epoca d'oro che ebbi in prova. Ai tempi le sportive 125 tiravano tantissimo e anche un km/h in più nelle prove sui giornali poteva spostare i numeri di vendita. Così le 125 che arrivavano in redazione erano delle specie di missili terra-terra con motori tiratissimi. Infatti, quella Mito arrivava senza problemi a 200 di tachimetro, una specie di siluro che cantava come una moto da GP.

SU DI GIRI La Mito di oggi non è più così; il motore ha perso un po' di cattiveria e cavalli, tuttavia nella versione "libera" come quella che utilizza la Riding School è sicuramente una moto che tiene fede alla sua sportività per prestazioni e sound. La palestra ideale per imparare ad andare veloci in pista. Come tutti i due tempi di piccola cilindrata, anche il monocilindrico della Mito vuole essere fatto girare per avere una buona spinta, sotto gli 8000 giri in pista non conviene scendere per non ritrovarsi fermi in uscita di curva. Quando, poi, si deve uscire di slancio da curve particolarmente lente è sempre opportuno aiutarsi con la frizione che resiste ad ogni strapazzo, anche se a guidare non c'è un leggerissimo pilotino della moto GP ma un attempato tester da 80 kg…

MOTO SCUOLA È anche per questo motivo che le 125 2T sono delle ottime moto per imparare a guidare sportivamente, con loro si impara a scorrere, ad affrontare le curve perdendo il minimo di velocità possibile, si impara insomma la tecnica dell'andar forte.

EVERGREEN La qualità dinamiche della Mito sono davvero insensibili allo scorrere del tempo. La ciclistica è davvero eccellente, la maneggevolezza, ovviamente, strepitosa, ma dove la Mito conquista è nella sua solidità di avantreno che la fa restare sempre sincera e precisa anche quando la si violenta nei repentini cambi di direzione. Anche usando la forza lei non si scompone, il manubrio non si agita come su altre ottavo di litro e si ha sempre una bellissima padronanza del mezzo e una sensazione di appoggio consistente.

SOVRADIMENSIONATA Davvero un peccato che, li sotto, non ci siano ancora più cavalli perché questa moto li reggerebbe senza alcun problema. Così come li reggerebbero i freni, roba buona quella della Mito che pur non avendo la leva del freno regolabile (che io metterei ovunque, soprattutto su prodotti sportivi) offre un impianto, forse meno scenografico di altri, ma di livello qualitativo indiscutibile che offre potenza, resistenza e ottima modulabilità. Insomma, passano gli anni ma la Mito è rimasta un riferimento assoluto nella categoria. Una moto testimone di un'epoca che continua a piacere come testimoniano le 4.000 unità prodotte e vendute da quando la SP 525 è stata presentata nel 2008. Alla faccia di chi dice che i 2T non piacciono più…


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