Pubblicato il 03/06/21

SCONTRO FRA TITANI ''Vi sblocco il futuro'', dice il collega segnalando in redazione questo video, che vede impegnata la Ferrari SF90 Stradale in una drag race contro la Rimac Nevera (qui l'approfondimento). Le contendenti hanno entrambe la trazione integrale. La punta di diamante della produzione di Maranello ha un V8 biturbo da 4 litri combinato con 3 motori elettrici, a dare mille cavalli di potenza da un'architettura plug-in hybrid. All'angolo opposto, il bolide croato completamente elettrico, con una potenza di poco inferiore a duemila cavalli. Come va a finire? Solo un indizio, il vincitore si porta anche a casa il record (non ufficiale) del miglior tempo sul quarto di miglio tra le auto di produzione. Guardate il video qui sotto...

ATTENZIONE SPOILER Gare come questa sono l'argomento perfetto per le discussioni da bar, ecco perché mi sento in diritto di buttare sul tavolo qualche considerazione in ordine sparso. Chissà che tra queste non ci sia anche l'asso di briscola... La prima cosa che noto è che i prezzi delle due auto possono sorprendere. La più esclusiva tra le Ferrari costa circa 430.000 euro, mentre per portarsi a casa la semi sconosciuta auto elettrica croata bisogna staccare un assegno di oltre 2.300.000 euro: avete letto bene, due milioni e trecentomila euro.

THE WINNER IS... Nonostante la complessità meccanica decisamente inferiore, l'auto elettrica è molto più pesante della plug-in hybrid. Sono 2.150 i chili fatti segnare sulla bilancia dalla Rimac, mentre la Ferrari si ferma a 1.770 kg: che sono già tantissimi per un'auto sportiva. Nondimeno la superiorità prestazionale data dai puri e semplici numeri è evidente nel video, con la croata che in qualunque condizione allunga inesorabilmente sull'italiana. Al limite, quest'ultima rimane avvantaggiata solo nei pit stop al distributore.

Ferrari SF90 Stradale vs Rimac Nevera: la drag race

UNA QUESTIONE DIBATTUTA Va detto che, come sottolineato nel video, alla Rimac manca una vera e propria colonna sonora, mentre l'emozione dello sprint è qualcosa che per ora non ha eguali. E con un futuro fatto di auto elettriche non può che vedere i tempi scendere ulteriormente. Ma è questo il vero piacere di guida? Nel suo editoriale, Lorenzo Centenari rimaneva stupito di come la Ferrari SF90 Stradale non fosse riuscita a conquistare autorevoli colleghi della stampa americana. Secondo alcuni commentatori, la Rossa più prestazionale del momento mancherebbe di purezza e coinvolgimento, se messa a confronto con altre creazioni di Maranello progettate attorno al pilota più che alle normative anti-inquinamento.

COSA LASCIA DAVVERO IL SEGNO? La questione coinvolgimento alla guida è assolutamente centrale, quando si parla di auto sportive. Va bene che alcuni di quelli che possono compreranno la Rimac per il puro piacere di ostentare l'auto di produzione più veloce sul quarto di miglio, ma lo sprint ti impressiona una, due, dieci volte. E poi? Non è un caso se mostri sacri della progettazione automobilistica come Gordon Murray (qui un commento alla T.50) prendono come riferimento auto assai più lente come la Lotus Elan del 1962 o la recente Alpine A110 (qui la prova). Bombardoni in cui la potenza è giocoforza sempre più imbrigliata dall'elettronica, e magari non hanno neanche quel mix di sound e vibrazioni che rende certe auto emozionanti anche da ferme, rischiano di essere come la sirena di una nave che prende il posto di un pianoforte a coda: certo suona più forte, ma una nota sola


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