Schumacher e Mazepin, la strana coppia Haas
F1 2021

Mazepin e Schumacher, il Diavolo e l'Acqua Santa


Avatar di Luca Manacorda , il 04/03/21

9 mesi fa - I due rookie del team americano si presentano in maniera molto diversa

I due esordienti della Haas arrivano in F1 con un'accoglienza ben diversa: molto osteggiato il russo, amato e coccolato il tedesco

UN NUOVO CAPITOLO Per la Haas inizia un nuovo corso, fortemente a tinte russe come svelato dalla livrea presentata questa mattina. Il team americano, oltre alla corposa iniezione di rubli e ai nuovi colori, archivia gli esperti Romain Grosjean e Kevin Magnussen e schiera una rinnovata line-up composta da due esordienti, entrambi provenienti dalla F2: il campione in carica Mick Schumacher e il quinto classificato Nikita Mazepin. Due piloti che in comune paiono avere solo il colore biondo dei capelli e che si presentano in F1 in maniera diversissima, non solo per il loro curriculum.

IL DIAVOLO MAZEPIN Il russo, 22 anni da poco compiuti, arriva nel Circus con la fama da cattivo ragazzo e una forte opposizione nei suoi confronti da parte del popolo dei social network. Quest'ultima è esplosa dopo il caso del video pubblicato dallo stesso Mazepin a dicembre, nella quale si riprendeva mentre palpeggiava una sua amica in automobile. Un comportamento ritenuto sessista, nonostante la difesa pubblica espressa dalla coprotagonista, e che ha portato alla creazione di una petizione online per chiedere alla Haas di stracciare il contratto con il pilota. Scenario che ovviamente non si è avverato, visto che il figlio del miliardario presidente della Uralchem Integrated Chemicals Company è la chiave per l'arrivo di fondamentali risorse economiche per il team.

F1 2021: Nikita Mazepin (Haas) F1 2021: Nikita Mazepin (Haas)

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IL PENTIMENTO Sull'episodio in questione, Mazepin ha provato a fare retromarcia, cospargendosi il capo di cenere: ''È molto importante dire che le mie azioni di dicembre non erano giuste. Mi prendo la piena responsabilità per questo. È stata un'esperienza che mi ha insegnato molto e possono affermare con sicurezza che ora ho una conoscenza molto più approfondita su questo tipo di argomenti. Capisco perfettamente le critiche, hanno ragione nelle loro idee e sul fatto che non mi sia comportato in maniera corretta. Non ne vado fiero, ma è importante andare avanti. Le persone che sono con me da 21 anni sanno chi sono. È molto difficile essere falsi e io sono lontano da questo. Sarò me stesso fuori dalla pista come sono sempre stato. Ho avuto i miei alti e bassi, ma questo fa parte della vita. Penso che le corse dovrebbero parlare, soprattutto. Credo di essere un ottimo pilota, credo di essere un pilota veloce''. La vicenda del video è solo l'episodio che ha avuto più eco per un ragazzo che vanta altri scivoloni social, con commenti spesso troppo spericolati anche in risposta alle critiche, una multa per essere passato col rosso e una condotta in pista altettanto spericolata che ha provocato incidenti e polemiche (lo scorso anno al Mugello mandò fuori pista persino il compagno di squadra Luca Ghiotto).

L'ACQUA SANTA SCHUMACHER L'altra metà del cielo è rappresentata invece da un altro pilota classe '99, quel Mick Schumacher che arriva in F1 con tutta la pressione data dal portare il cognome più pesante possibile ma anche con il grande affetto da parte degli appassionati, che sognano di vederlo emulare le gesta del padre Michael. A differenza di Mazepin, il tedesco si è sempre distinto per la sua educazione e per i comportamenti mai oltre le righe, convivendo fin da ragazzo con le attenzioni ossessive dei media e dei tifosi nei suoi confronti.

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L'ORGOGLIO Per Schumacher, l'argomento principale alla vigilia del suo debutto in F1 è dunque proprio la convivenza con l'ingombrante cognome, un aspetto di cui però non si lamenta, ma che anzi rivendica con orgoglio: ''Non ho mai detto che mi dia pressione. Penso di essere abbastanza sicuro che non lo dirò mai, perché sono molto felice di portare quel cognome e sono molto felice di riportarlo in F1. E ne sono molto orgoglioso. Quindi sono felice di averlo, è come una spinta per me. E mi dà la motivazione ogni singolo giorno per lavorare il più possibile e il più duramente possibile. Il fattore più importante, che ho già fatto mio da molto tempo, è che vuoi avere un legame molto forte con la squadra. Ed è proprio quello a cui miro anche io''.


Pubblicato da Luca Manacorda, 04/03/2021
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