Pubblicato il 16/07/20

COME CAMBIA LO SCENARIO Solo una settimana fa, al Red Bull Ring non si parlava che del possibile ritorno di Sebastian Vettel nella scuderia con la quale ha vinto i suoi quattro titoli mondiali. Nella silly season, però, gli scenari di mercato mutano vorticosamente e così, alla vigilia del GP Ungheria, cambia il circuito e cambiano anche le voci sul futuro dell'attuale pilota della Ferrari. Ieri è cresciuta esponenzialmente la prospettiva di vedere il tedesco approdare all'ambiziosa Racing Point di Lawrence Stroll, prossima al cambio di denominazione in Aston Martin e con stretti legami con la Mercedes.

F1: Sebastian Vettel (Ferrari) a colloquio con Chris Horner (Red Bull)

SMENTITE E ANTICIPAZIONI In Austria, i vertici della Red Bull si erano rapidamente mossi per allontanare l'''uragano Vettel'' dal sedile di Alex Albon, smentendo a più riprese il possibile ritorno del tedesco. Non solo: Chris Horner aveva indicato la Racing Point come unica alternativa possibile all'anno sabbatico. Forse il team principal del team austriaco sapeva già qualcosa. Nella conferenza stampa del venerdì Otmar Szafnauer, boss della scuderia con sede a Silverstone, aveva ribadito come neppure la sua squadra avesse posto per Vettel, avendo in corso due lunghi accordi contrattuali con Lance Stroll e Sergio Perez. Eppure, qualcosa dietro le quinte si stava già muovendo e la conferma arriva direttamente dalle manovre dell'entourage del pilota messicano, il candidato principale a cedere il sedile a Vettel.

PEREZ SI MUOVE D'ANTICIPO La chiave è una clausola rescissoria presente nel contratto triennale firmato da Perez lo scorso anno, secondo la quale la Racing Point può uscire dall'accordo entro il 31 luglio di quest'anno. La data cade nel weekend del GP Gran Bretagna e domenica 2 agosto, dopo la bandiera a scacchi, potrebbe arrivare l'ufficialità dell'ingaggio di Vettel. Il manager di Perez è Julian Jacobi e in passato ha lavorato per grandi nomi come Ayrton Senna e Juan Pablo Montoya. Secondo ESPN Messico, Jacobi è già al lavoro per far sì che Perez non resti a piedi: ''Perez è a conoscenza dell'accordo tra Lawrence Stroll, proprietario della squadra, e Vettel, quindi il suo agente Julian Jacobi sta lavorando da settimane sulla migliore opzione per Checo Perez''. Le alternative per il messicano sono la Haas e l'Alfa Romeo: la prima è ormai prossima a sostituire Romain Grosjean, già miracolosamente confermato per questo campionato, mentre la seconda aspetta di capire cosa deciderà di fare l'ultraquarantenne Kimi Raikkonen.

F1: Lawrence Stroll (Racing Point) e Toto Wolff (Mercedes)

LE DIFFICOLTA' DI UN PADRE Perez è ormai una bandiera della Racing Point, team che fino al 2018 si chiamava Force India e con il quale è giunto alla settima stagione assieme. Il messicano in questi anni ha conquistato cinque podi e una marea di piazzamenti a punti che hanno permesso di raggiungere risultati importanti, come il doppio quarto posto tra i Costruttori del biennio 2016-2017. Ovviamente il suo palmares impallidisce di fronte ai quattro titoli mondiali di Vettel, ma allo stesso tempo carriera e prestazioni del messicano sono su un altro gradino rispetto a quelle di Lance Stroll. Nonostante sia il figlio del proprietario, il canadese non è sicuro al 100% di mantenere il suo sedile. Oltre ai buoni risultati, Perez ha dalla sua anche il supporto di facoltosi sponsor. Una situazione ben sintetizzata da Ralf Schumacher: ''Anche un padre può non trattenere il figlio se non è abbastanza bravo. Inoltre, non possiamo dimenticare che Perez ha una discreta quantità di sponsorizzazioni. Quindi sarebbe una decisione difficile''. Sebbene Lawrence Stroll sia un uomo d'affari competitivo, la prospettiva che rinneghi così i milioni investiti sulla carriera del figlio appare tuttavia improbabile al momento.


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