Autore:
Simone Valtieri

DEBUTTO AD ABU DHABI Poco prima di scendere in pista per la prima volta ad Abu Dhabi con una vettura di Formula 2, quella del team Prema con la quale affronterà tutto il campionato della serie cadetta nel 2019, Mick Schumacher ha concesso un'intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport, vegliato da Sabine Kehm, l'addetta stampa di famiglia che da quel tragico 30 dicembre 2013 in cui Michael Schumacher ebbe l'incidente sugli sci, si occupa della comunicazione in casa Schumacher. La giornata in pista è stata poi molto buona, visto che al debutto in una nuova categoria e con una macchina mai provata prima, il tedesco ha ottenuto il 12° crono, a 8 decimi dal leader di giornata Deletraz (2° Ghiotto), ma ci sarà tempo per scrivere delle sue gesta in pista, specialmente se i piani di cui ha parlato nell'intervista si dovessero concretizzare.

VERSO LA FORMULA 1 "Vincere il titolo di Formula 3 è stato difficile, e battere i migliori mi ha dato quella convinzione che mi aiuterà nel resto della mia carriera" - ha esordito Mick Schumacher, neo campione della categoria giovanile europea - "Il mio obiettivo in Formula 2 sarà migliorare ogni aspetto e arrivare a fine stagione diventando un pilota completo. Arrivare in Formula 1 è il mio scopo, sarebbe stupendo se potesse accadere già al termine della prossima stagione, ma prima bisognerà vedere come mi comporterò in Formula 2, che è l'anticamera della massima serie e il livello è molto alto." 

L'UMILTÀ  È LA CHIAVE E l'aria della Formula 1 Mick l'ha assaporata proprio in questi giorni, visto che i test della Formula 2 hanno seguito quelli della serie maggiore, per cui nel paddock ha potuto fare una visita nel box Ferrari e "spiare" un po' il lavoro di Vettel: "È stato interessante, motivante ed emozionante vedere così da vicino questi campioni in azione. Mi è subito venuta voglia di essere in mezzo a loro (Con Seb, Mick parteciperà alla Race of Champions a gennaio) Ma devo restare umile, credo che sia la chiave in tutti icampi nella vita. Più si mantengono i piedi per terra, più è possibile raggiungere il successo in ciò che fai, guai ignorarlo."

LA FAMIGLIA È TUTTO L'ostacolo più grande però, per un giovane in generale e più ancora per lui che porta un cognome così ingombrante, è l'attenzione dei media: "È sempre stata parte della mia vita e della mia famiglia, perciò è diventato normale. Crescendo mi sono abituato anche se ora stanno crescendo microfoni e telecamere, ma è divertente, anche qui imparo ogni giorno." Infine, il segreto del succeso, che papà Michael gli ha svelato sin dai tempi in cui lo seguiva agli esordi nei kart: "Lavorare con la squadra come se fosse una famiglia, bisogna fidarsi gli uni degli altri al 100%. Sono al team Prema dal 2016, ho visto tanti piloti cambiare in fretta, mentre qui abbiamo costruito una realtà unita." Proprio come papà Schumi e la sua Ferrari.


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