Pubblicato il 19/05/20

MERCATO INFUOCATO Se la scorsa settimana è stata quella degli annunci ufficiali, questa è ormai chiaramente quella dell’attesa. Dopo l’addio di Sebastian Vettel alla Ferrari e l’annuncio dell’arrivo di Carlos Sainz dalla McLaren, il tassello mancante è quello di casa Renault: a fine stagione i francesi perderanno Ricciardo e sono in cerca di un frontman che possa rappresentare al meglio, in pista e mediaticamente, la Losanga insieme al giovane di belle speranze Esteban Ocon. Vettel, certo, ma anche e soprattutto Fernando Alonso, che in questi giorni si è detto pronto a sposare un progetto pluriennale ad alti livelli.

F1, presente e futuro della Ferrari: Sebastian Vettel e Carlos Sainz

E LA MERCEDES? Proprio l’asturiano, che a Enstone ha scritto pagine importantissime della storia del marchio francese, viene quindi dato in pole position per il sedile che nel 2020 sarà occupato da Ricciardo. Più opaco, invece, il futuro di Sebastian, che potrebbe anche scegliere di fermarsi qualora non arrivi l’offerta da una scuderia da subito in grado di lottare per il titolo. E se la Red Bull punta forte su Max Verstappen e su un Alexander Albon in evidente crescita, l’altro nome forte non può che essere quello Mercedes, dove Valtteri Bottas – insidiato anche dal giovane George Russell – non è mai stato così traballante nel suo ruolo di vice-Hamilton.

L’ENDORSEMENT In tal senso, uno sponsor decisamente pesante, Vettel ce l’ha già. È quello dell’amico Bernie Ecclestone, ex Supremo della Formula 1 che, a F1-Insider, ha appoggiato la candidatura di Seb al fianco di Hamilton per la creazione di un super top team: “Nella situazione attuale, la Mercedes dovrebbe considerare l’ipotesi di ingaggiare un eroe tedesco come Sebastian. Creerebbe un boost emozionale importante per chi lavora nel team, oltre a mandare messaggi molto positivi agli appassionati. Dal punto di vista comunicativo, l’arrivo di Vettel in Mercedes produrrebbe effetti pazzeschi”.

F1: Sebastian Vettel (Ferrari) e Toto Wolff (Mercedes)

LA ROTTURA L’ottantanovenne manager britannico, che tra poco diventerà ancora una volta padre, ha poi analizzato il rapporto tra il Cavallino e il quattro volte campione del mondo di Formula 1, a suo dire mai davvero sbocciato: “Tra Seb e la Ferrari non c’è mai stata la stessa magia che invece c’era, ad esempio, ai tempi di Michael Schumacher. La squadra e i dirigenti non lo hanno supportato nello stesso modo in cui supportavano Michael”. Una rottura, insomma, non così imprevedibile…


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